L’ebook è più sostenibile del libro tradizionale?

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La notizia è di qualche giorno fa. Secondo una ricerca riportata dal National Geographic l’ebook sarebbe più sostenibile del tradizionale libro di carta in un rapporto di 14 a 1. L’impatto ambientale di quest’ultimo, considerando tutto il ciclo di vita (materie prime, acqua ed energia necessari per produrlo, trasportarlo, eccetera) sarebbe superiore di 14 volte rispetto a quello di un volume letto in formato elettronico sul nostro ebook reader di fiducia.

E, se questo non bastasse, usare un reader per un anno, rispetto all’acquisto equivalente di libri, già sarebbe sufficiente a compensare le emissioni di CO2 che derivano dall’elettricità usata. E quindi, mandiamo in pensione il caro vecchio volume di carta? Ma anche no, dai.

Ammetto, sto imparando solo ora a districarmi nel magico mondo degli ebook, e non ho mai letto un libro intero in formato elettronico. Ma mi sto informando, attrezzando e l’idea mi interessa molto. Io leggo soprattutto alla fermata dell’autobus, sull’autobus, sul treno, insomma fuori casa, e non sempre i volumi che scelgo sono propriamente dei “tascabili”. Quindi dell’ebook mi attira molto la leggerezza, il ridotto volume, la praticità, e poi i libri così costano un po’ meno, cosa che non fa mai male. Però è vero, il volume di carta ha il suo fascino, e diciamocelo, una casa senza libreria sembra decisamente vuota.

E quindi? C’è un modo per riempire fisicamente casa di storie e cultura senza pesare troppo sul pianeta? Forse. Non ho dati scientifici alla mano, ma il consueto “buon senso” ci può venire in contro. Esistono i libri usati, e non si trovano solo in mercatini o bancarelle. Ho sperimentato di recente il servizio “compralo usato” di Amazon, ho acquistato un libro in lingua originale per 4 euro (più 3 di spedizione), ho risparmiato 3 euro rispetto al libro nuovo (che, ripetiamolo, non fa mai male), mi è arrivato in ottime condizioni, non ho abbattuto nessun nuovo albero, l’ho messo sulla libreria in bella mostra. Aggiungo anche che l’imballaggio del libro era essenziale e ridotto all’osso (la foto qui sotto ne è testimone). E il libro era decisamente bello (…ma questa è un’altra storia).

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(Per la cronaca, il libro è “The house of sleep” di Jonathan Coe) ?

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