I costi nascosti di un hamburger [video]

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Per chi pensa che mangiare carne sia la principale sciagura del mondo, ma anche e soprattutto per chi – come me – ritiene che già solo ridurne il consumo può fare un grande favore al pianeta, ecco un bel video a sostegno delle nostre idee. Elaborato dal Centre for Investigative Reporting, una organizzazione non governativa statunitense, con semplici animazioni riassume molte delle tematiche scottanti che stanno dietro la produzione industriale di carne (carne rossa e hamburger in particolare) e al suo eccessivo consumo. E ci ammonisce: non dobbiamo per forza rinunciare alla carne, ma se già ne diminuissimo il consumo solo di un terzo, il beneficio ambientale sarebbe notevole. Il video, vi avviso, è in inglese.

Che cosa ci dice questo video? I dati sono USA-centrici. Negli Stati Uniti si mangiano in media 3 hamburger la settimana, che moltiplicato per tutti gli statunitensi in un anno significano 158 milioni di tonnellate di gas serra, l’equivalente di 34 centrali a carbone. Allevare mucche richiede molta terra e molta acqua, 4 volte di più rispetto a quanto richiesto dall’allevamento di polli per esempio, e mangiare molta carne rossa causa malattie cardiovascolari, alta pressione sanguigna e diabete. Sommando tutto quanto, un hamburger dovrebbe costare $1,51 dollari in più. Sembra poco, ma ricordiamo sempre che questa cifra va moltiplicata per 3 hamburger la settimana e per tutti i milioni di americani che li divorano. Sono costi che non si pagano direttamente sul “prodotto”, ma che subiamo e paghiamo in altro modo, in termini di impatti ambientali negativi e spese sanitarie aumentate.

Dal punto di vista climatico, come ben sappiamo, lo stomaco di una mucca è più inquinante di un motore a scoppio. La mucca è un ruminante, quando digerisce produce metano (21 volte più climalterante della CO2) e NO2 (331 volte più climalterante della CO2). Povera mucca, non è lei che è fatta male, è che noi le facciamo mangiare continuamente qualcosa che non digerisce bene, ovvero mangimi a base di soia e mais, che le fanno venire una colite pazzesca aumentandone la flatulenza climalterante. Pollo e maiale non hanno questo problema, ad esempio, e causano problemi sanitari minori. Negli USA il consumo di carne rossa sta leggermente diminuendo a favore di questi ultimi due, ma non nel resto del mondo. Quindi l’attenzione sul problema resta alta.

Dobbiamo quindi mangiare solo verdure? Qualcuno direbbe di sì. Io dico, più moderatamente, che realisticamente parlando non possiamo imporre a tutto il mondo di non mangiare più carne da un giorno all’altro, cominciamo quindi con il ridurne il consumo, soprattutto di carne rossa. Se ogni cittadino americano rinunciasse a mangiare carne e formaggio per un solo giorno della settimana, l’effetto sarebbe equivalente al togliere 7,6 milioni di automobili dalla strada per un anno intero. Vi pare poco? Per cominciare no di certo.

Foto | uhuru1701

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