Giornata mondiale dell’acqua: un po’ di buonsenso non guasta

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Oggi è la Giornata Mondiale dell’Acqua, secondo le Nazioni Unite. Al di là dei giudizi che si possono sulla validità di questo tipo di iniziative (servono veramente a qualcosa? sì, a parlare di un certo argomento!), come possiamo celebrarla? Do un’occhiata al sito ufficiale della iniziativa e vedo che il tema per quest’anno è “Il mondo ha sete perché noi abbiamo fame“, insomma, parliamo del legame tra acqua e cibo, di quanta acqua serve per produrre quello che mangiamo. Insomma, niente acqua, niente cibo. Insomma, impariamo a non sprecare l’acqua anche mangiando in modo più consapevole e riducendo gli sprechi alimentari.

“Abbiamo bisogno di 2 – 4 litri di acqua al giorno”, ci dice il video promozionale dell’iniziativa, “ma virtualmente ne beviamo dai 2000 ai 5000 al giorno attraverso il cibo che mangiamo”. Il numero è impressionante, decisamente. Resto ancora più colpita quando vedo le quantità per alimento: 1500 litri per un chilo di grano, 15mila per un chilo di carne. (Dunque, ieri sera ho mangiato un etto di pasta a cena, a mezzogiorno un etto di prosciutto cotto… no, poi molta verdura… No, preferisco non fare i conti…). Sto ancora peggio quando leggo che l’agricoltura è responsabile per il 90% dell’acqua consumata nel mondo, un po’ meno peggio quando penso che in Italia siamo al 60% (dato Legambiente – rapporto Ambiente Italia presentato l’altro ieri). Di questo passo, sempre secondo i dati delle Nazioni Unite, nel 2025 due terzi della popolazione mondiale non avranno sufficiente accesso all’acqua.

Di fronte a questi dati e queste prospettive non proprio incoraggianti, che valore devo dare a tutti i miei buoni propositi di risparmio idrico domestico? Come posso combattere la desertificazione mondiale e la sete di miliardi di persone da casa mia?

Riduttori di flusso o doppio scarico in bagno non c’entrano più, ma il succo della questione in realtà rimane lo stesso: posso dare il mio contributo evitando il più possibile gli sprechi. Non professerò il vegetarianesimo puro (lo sono stata per 7 anni – ma questa è un’altra storia), e nemmeno la dieta stretta (ci provo da sempre… inutile!). Ma il buon senso sì. Se è vero che 1/3 della produzione globale di alimenti si perde o si spreca, io posso incidere su quel terzo che si spreca in casa mia, facendo meglio la mia spesa, mangiando in modo vario ed equilibrato, comprando quello che mi serve e poco più senza esagerare, imparando a conservare meglio i cibi e a riutilizzare in modo creativo gli avanzi.

Guarda il video della Giornata mondiale dell’acqua 2012

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