A Fukushima fu un errore umano. Il nucleare e’ quindi sicuro?

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È un po’ come quando c’è un deragliamento di un treno, che è sempre colpa del macchinista. Mai nessuno ammette che c’è un problema nel locomotore vecchio, nella rete poco manutenuta, nelle luci che regolano il traffico non funzionanti. Mai. L’incidente è sempre causato da un errore umano. Così come a Chernobyl, anche a Fukushima è stata colpa delle persone che non hanno gestito bene la situazione.

Certo, che la gestione dei giorni post-tsunami sia stata poco chiara, a tratti improvvisata, e soprattutto poco trasparente, ci è stato chiaro fin dall’inizio. Almeno in questo caso la responsabilità è stata estesa al di fuori della stanza di controllo della centrale, fino ai responsabili della Tepco che non avrebbero adeguato i sistemi di sicurezza della centrale all’elevato rischio di quella zona. Ricordo però che allora si disse che la centrale era stata progettata per resistere a terremoti di alta magnitudo, ma visto che in Giappone non si erano mai verificato terremoti così intensi (magnitudo 9), i sistemi di sicurezza non erano stati pensati per incidenti così gravi. Ma se lo avessero immaginato, si sarebbe sul serio potuto fare di più? E fino a quanto si devono prevedere disastri imprevedibili per poter stare davvero tranquilli? Si può davvero stare tranquilli?

Questa conclusione sull’incidente alla centrale di Fukushima Dai-ichi lascia pericolosamente aperta la porta alla teoria dei nuclearisti secondo la quale “la tecnologia è sicura”, visto che è solo l’uomo che sbaglia. Ovvero, se si potesse eliminare l’errore umano, il nucleare sarebbe affidabile. Se andiamo a vedere gli incidenti nucleari più gravi conosciuti, in effetti spesso c’è lo zampino di qualche tecnico poco preparato o di qualche capoccia troppo zelante che scherza eccessivamente col fuoco (come a Chernobyl). Ma ogni anno ci sono molti altri “eventi” di minore gravità (è il termine tecnico della IAEA) poco pubblicizzati (o addirittura insabbiati), come guasti e malfunzionamenti tecnici più o meno gravi, che determinano situazioni di pericolo e a volte rilascio di radiazioni nell’ambiente. Chiedetelo ai Francesi, le notizie spesso arrivano da lì, se arrivano. Significa forse che nell’industria nucleare lavorano solo incompetenti? Se fosse così mi preoccuperei molto.

Ma il problema è anche nella tecnologia, da alcuni definita “obsoleta”. Da quando è nata ha fatto pochi passi in avanti, è sempre basata sugli stessi principi e sistemi di funzionamento, sono solo aumentate le dimensioni dei reattori. E i meccanismi che si possono inceppare anche senza l’errore umano sono moltissimi. A Fukushima la centrale è stata danneggiata dal terremoto, gli impianti di sicurezza dal maremoto. E se poi i reattori sono progettati o realizzati male? Pensiamo ai reattori che il governo Berlusconi voleva costruire in Italia, gli EPR. Ci erano stati descritti come gioielli di tecnologia e affidabilità, eppure nel 2009 le agenzie per la sicurezza nucleare di tre paesi favorevoli all’atomo (Gran Bretagna, Francia e Finlandia) avevano sollevato molti dubbi sui sistemi di sicurezza progettati. In Finlandia, dove si sta costruendo il primo reattore EPR, i tempi di costruzione si sono dilatati per continui problemi di progettazione o di realizzazione, come l’uso di materiali non adatti a resistere a certe temperature. Guardiamo poi l‘elenco degli eventi non catastrofici, spesso la causa è da attribuirsi a sistemi che non funzionano o parti che si surriscaldano o si fondono.

Mi chiedo una cosa. Ipotizziamo che davvero tutti gli incidenti, grandi e piccoli, fossero solo dovuti a errori umani. Vista la complessità di un reattore nucleare e la natura altamente pericolosa del combustibile che utilizza, visti i rischi elevati che un incidente nucleare comporta, vista la nostra incorreggibile fallacia e distrazione che ci porta sempre a sbagliare tasto o saldatura o tipo di cemento, siamo proprio sicuri che sia una buona idea continuare a maneggiare questo giocattolo così pericoloso? Io preferirei non scherzare troppo col fuoco, non lasciare veleni in cucina, non giocare con una pistola carica. Il rischio è troppo alto, non si sa mai.

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