Transizione, ma da cosa?

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Inauguro con gioia questo blog, ciao, sono Gaia, ho studiato filosofia e per questo motivo mi piacciono molto i quesiti…E allora è proprio con una domanda che voglio partire: Transizione, ma da cosa?

Le Transition Town, ovvero le città in transizione, nascono in Inghilterra intorno al 2006, RobHopkins, un esperto permacultore, è il maggior pensatore di tale concetto. L’intento è quello di preparare le comunità ad una società dove la disponibilità di combustibili fossili non sarà più a basso costo (ambientale ed economico). Il petrolio è una risorsa finita, il cui picco di estrazione è già stato sorpassato.

La parola Transizione deriva dal latino trans – ire, che letteralmente significa andare oltre. Dobbiamo attuare una transizione da un modello di comunità e di economia non resiliente, cioè non resistente alle crisi, agli scossoni.

Dietro a questo concetto c’è un ripensamento totale del nostro stile di vita, un ripensamento dell’organizzazione delle nostre comunità, del nostro modo di procurarci il cibo.

Pensiamoci bene, quella dal petrolio è una dipendenza: le nostre vite frenetiche si basano sul petrolio, il nostro cibo viaggia e viene prodotto grazie al petrolio, le nostre case sono piene di oggetti derivati dal petrolio, basta pensare a tutta la plastica che ci circonda, ai petrolati presenti nei cosmetici. La lista è lunga.

Sono molte le cose dalle e per le quali è possibile attuare una transizione!

Ma ciò non significa per forza rinuncia, significa piuttosto riprogettazione. Un buon sistema parte anche da una buona progettazione, poiché molti sono i fattori di cui dobbiamo tenere conto.

Riprogettare le nostre comunità e le nostre città, cioè portarle in Transizione, significa costruire e pensare creativamente ad un futuro resiliente. Sono ormai più di 900 le iniziative di transizione disseminate in tutto il mondo, alcune sono anche in Italia (http://transitionitalia.wordpress.com/ ).

Nei prossimi post cercherò di raccontarvi cosa significhi in concreto vivere in transizione, intanto se avete voglia di approfondire l’argomento, vi consiglio di guardare questo bel film, “In Transition 1.0”.

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