Tornati dallo spazio gli animali della capsula Bion-M1, solo la meta’ in vita

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Meno della metà dei topi e dei roditori volati nello spazio circa un mese fa a bordo della capsula spaziale Bion-M1 sono tornati vivi. Partiti inconsapevolmente come cavie, solo una parte delle povere creature ha fatto ritorno sulla Terra lo scorso 19 maggio, atterando nella regione russa di Orenburg, vicino al confine con il Kazakistan, alle 3.32 del mattino.

L’orbita della loro capsula ha raggiunto 575 km al di sopra della superficie della Terra, più di quella dell’orbita della Stazione Spaziale Internazionale, che attualmente è ad una quota massima di circa 421 km.

Passati incolumi tra gli strati densi dell’atmosfera, stando a quanto riferito dal Controllo Missione. Gli specialisti del Progress Space Research and Production Space Center li attendevano sul luogo dello sbarco della capsula: 45 topi, 8 gerbilli della Mongolia, 15 gechi e numerose altre specie animali e vegetali. Poi sono stati aperti i portelloni e gli animali sono stati tirati fuori dalla capsula. Ma quanti sono rimasti incolumi? Pochi purtroppo.

A cosa serviva il loro viaggio inconsapevolmente suicida in orbita? Il 19 aprile scorso, la Russia ha lanciato questa sorta di arca di Noé del Terzo millennio, il satellite Bion-1M, il suo primo satellite di ricerca biologica dal 2007, per condurre delle ricerche applicate alla biologia spaziale, alla fisiologia e alle biotecnologie, aprendo potenzialmente la strada ai futuri voli interplanetari, secondo l’agenzia spaziale russa.

Durante il volo (il più lungo volo del suo genere nella storia del programma scientifico russo negli ultimi 40 anni), durato 30 giorni, sono stati condotti oltre 70 esperimenti fisiologici, morfologici, genetici e biologico-molecolari per valutare l’impatto dei voli interplanetari di lunga durata, tra cui le future missioni su Marte.

Ma secondo il direttore dell’Institute of Medical and Biological Problems, Vladimir Sychov, meno della metà dei 53 roditori sono tornati in vita. Secondo Sychov tutto ciò era prevedibile. Ciò che per la scienza conta è che i topi sopravvissuti saranno “sufficienti per completare lo studio, progettato per mostrare gli effetti dell’assenza di peso e altri fattori di volo spaziale sulla struttura delle cellule“.

I più fortunati sono stati i 15 gechi, tornati tutti a casa dopo questa “esperienza spaziale”…

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