Nasa, la pizza nello spazio si stampa in 3D

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

 

Mentre si parla di portare l’uomo su Marte e di fare viaggi di lunga durata nello spazio, la domanda che ci si pone è: cosa mangiare? E se la soluzione di un’alimentazione vegana su Marte non è da escludere, la Nasa sta vagliando altre possibilità. Perché non stampare direttamente nello spazio gli alimenti necessari agli astronauti-colonizzatori?

Che siamo d’accordo o no, l’uomo volerà al di fuori dello “spazio terrestre” nel giro di qualche annetto. Diverse società e fondazioni sono già alla ricerca dei futuri marsonauti, ossia degli astronauti che creeranno una colonia umana su Marte. Ma cosa mangeranno una volta lì (e visto che potrebbe trattarsi di un viaggio di sola andata)?

Oltre a creare delle serre ad hoc, spingendo così gli astronauti a tornare al “lavoro nei campi”, un’altra soluzione per il loro sostentamento potrebbe essere fornita dalla tecnologia. Di recente la Nasa ha messo a disposizione un assegno di ricerca per sviluppare un prototipo di stampante 3D per creare il cibo. Voglia di pizza nello spazio? Non sarà più un desiderio inesaudibile.

A lavorare sul progetto è Anjan Contractor, ingegnere senior meccanico della Systems and Materials Research Corporation (SMRC), all’opera per creare una sorta di sintetizzatore di cibo.

Ma come sarà stampata la pizza nello spazio? Come spiegato su NextMe, il criterio è quello utilizzato già in altre occasioni. Occorrerà prima separare le varie componenti del cibo in cartucce di polvere, consentendo poi ai futuri cuochi spaziali di mescolarle insieme, come farebbero con gli ingredienti nelle ricette normali. L’obiettivo è quello di creare una gamma diversificata di pasti nutrienti. Per dimostrare che la sua idea funziona, Anjan Contractor ha già stampato il cioccolato ma ora sta lavorando per costruire un prototipo più avanzato di stampante per poter creare la pizza.

Il sistema inizierà dalla stampa di un foglio di pasta, seguito da uno strato di pomodoro, che a sua volta sarà composto di “polvere” mescolata con acqua e olio. Ma c’è dell’altro.

L’idea di Contractor potrebbe essere ancor più utile qui sulla Terra. Le stampanti 3D infatti potrebbero essere utilizzate per affrontare il problema della scarsità di cibo nei paesi sottosviluppati.

Universo Green è anche su Facebook e su Twitter

LEGGI anche:

Marte, il primo pianeta vegano

Uomo su Marte, per sopravvivere dovrà improvvisarsi contadino

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Naturale Bio

Tè matcha per restare in forma: come introdurlo nella propria dieta

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook