La Nasa lavora agli orti spaziali

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Broccoli, lattughe, semi di girasole. Nello spazio si coltiva questo ed altro. Le nuove frontiere dell’esplorazione spaziale potrebbero dunque passare per l’agricoltura. Così, dopo l’idea di un gruppo di studenti di piantare gli spinaci su Marte per alimentare i futuri coloni, anche la Nasa si sta adoperando in questo senso.

Da tempo, le agenzie spaziali di tutto il mondo sono alla ricerca di nuove soluzioni per il cibo da consumare in orbita. Chiaramente l’interesse è economico. Portare tonnellate di cibo nello spazio ha un costo molto elevato. Per questo capire il comportamento delle piante nello spazio potrebbe essere utile per produrre, in futuro, gli alimenti (vegetali) direttamente sul posto.

Per questo la Nasa sta sviluppando un diverso tipo di cibo spaziale, verdure coltivate nelle navicelle, le cui radici non toccheranno mai il suolo terrestre. Molto meglio degli alimenti attualmente consumati sulla ISS, ad esempio.

Lo sforzo principale della Nasa ad oggi è quello di inviare fioriere di lattughe romana verso la Stazione Spaziale Internazionale, con programmi dedicati alla produzione di colture in ambienti simili al pianeta Marte e con progetti a lungo termine per far crescere i semi di soia e i cereali al di fuori della Terra, come ha raccontato sul suo blog l’astronauta della Nasa Don Pettit.

Ciò da una parte ridurrebbe la spesa per alimentare gli astronauti, e dall’altra fornirebbe loro cibi più sani e appetitosi.

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