Nello spazio bando agli sprechi. Si ricicla pure la pipì! La mia intervista a Luca Parmitano

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La vita dell’astronauta ha un fascino particolare. È un cambiamento di prospettiva totale e totalizzante. Chi ha la possibilità e la fortuna di volare nello spazio può vedere la Terra dal di fuori, può ammirare lo splendore del nostro pianeta, così pieno di colori e di vita. E, a mio avviso, ha una diversa percezione della vita sulla Terra, i cui delicati equilibri purtroppo sono messi a rischio dall’uomo. A raccontarmi come si vive in orbita e cosa è necessario e cosa no è stato, aprite bene le orecchie, Luca Parmitano, l’astronauta siciliano che a maggio volerà nello spazio.

Grazie a Twitter ho avuto la possibilità di contattare il nostro astronauta (e mio conterraneo!) che si è mostrato molto disponibile e mi ha concesso di fargli qualche domanda non solo sulle abitudini a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ma anche sull’ecologia della ISS, la mega astronave dove lo spreco è bandito, dove ogni cosa è presente solo se strettamente necessaria, dove non esiste il superfluo.

La Stazione, un microcosmo, dove si ricicla, dove l’imballaggio è minimo perché il packaging pubblicitario almeno in orbita non ha ragione di esistere, dove il 100% dell’energia prodotta è solare, dove tuttavia si può fare ancora molto per migliorare.

Per limitare gli sprechi, racconta Parmitano, l’organizzazione della logistica di bordo è gestita grazie a un software, chiamato IMS (Inventory Management System) che serve a catalogare tutti gli oggetti presente a bordo: “Grazie a questo software si cerca di evitare la ridondanza, laddove non sia strettamente necessaria per motivi di sicurezza, e limitare le risorse. Per quanto possibile, cerchiamo di intervenire per riparare i guasti, piuttosto che cambiare una installazione con una nuova. Facciamo molta manutenzione preventiva, per evitare che si sviluppino problemi con la strumentazione. E infine, dove possibile, ricicliamo”. Si ricicla l’acqua, così come i rifiuti organici liquidi.

Una vita non facile quella dell’astronauta. Occorrono anni di preparazione, si mette in gioco anche la propria salute fisica visto che il corpo deve reagire alla differenza di gravità. Ma se da una parte questa vita sembra così lontana, complessa, non comune, dall’altra fa quasi sorridere il fatto che le abitudini terrestri siano completamente stravolte sulla ISS: dall’alimentazione all’igiene personale. Mi racconta Luca Parmitano che per limitare gli sprechi la biancheria contiene delle fibre particolari che bloccano o comunque limitano la proliferazione di batteri, il che consente di utilizzare alcuni capi molto più a lungo del normale, ma è comunque necessario per motivi di igiene e comfort”.

Anche mangiare nello spazio non è affatto un gesto banale. Soffermiamoci su questo: “Nulla può essere conservato e si cerca di consumare tutto per evitare rifiuti”. Per ovvie ragioni, in orbita è presente solo il necessario.

Una realtà lontana da noi, dal nostro mondo di sprechi, dove il concetto di necessario è andato perduto perché ha finito per abbracciare ogni cosa. Una realtà dove la doccia diventa il desiderio Numero Uno. Quasi a sottolineare che non bisogna dare nulla per scontato, neanche l’acqua.

Una vita invidiabile, nonostante le sue difficoltà.

L’intervista integrale è disponibile qui.

Image Credits: Esa

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