La Stazione Spaziale nel weekend ha spento la luce

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È stato un weekend al buio sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Niente scherzi, non è un problema di bollette non pagate dalla Nasa e dalle altre agenzie spaziali. Gli astronauti in orbita sono rimasti immersi nell’oscurità per posizionare uno strumento, chiamato Solar, che consentirà di avere una migliore visione del sole.

È la prima volta che la ISS deve ‘modificare’ le proprie abitudini per una questione puramente scientifica. E non è cosa semplice. È stato necessario ruotare l’intera stazione, ma avete idea di cosa significhi spostare un dispositivo in orbita dal peso di 450 tonnellate?

Solar da tempo tiene sotto controllo il nostro Sole, fin dal febbraio 2008, quando quando è stato installato il modulo laboratorio Columbus dell’Esa nel febbraio 2008. Lo strumento ha iniziato a registrare una rotazione completa del Sole il 19 novembre scorso. Sabato 1° dicembre la stazione si è messa in una posizione tale da favorire la ‘visione’ completa del Sole per circa 25 giorni, e manterrà questo punto di vista per 10 giorni circa prima di tornare alla posizione solita. Solar deve avere la vista diretta del sole per prenderne le misure, ma la normale orbita della Stazione Spaziale ne oscura la visione per due settimane ogni mese. Ma “vogliamo registrare una rotazione completa del Sole e che richiede circa 25 giorni”, spiega Nadia This, responsabile del progetto.

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Oltre a calcolare l’orbita corretta per mantenere Solar in vista del Sole, gli scienziati dovranno fare in modo che i pannelli solari che alimentano la stazione non vengono privati della luce del sole. Inoltre, le antenne per le comunicazioni devono essere ri-orientate per rimanere in contatto con la Terra.

Ma a cosa serviranno le osservazioni di Solar? Esse avranno il compito di ampliare le nostre conoscenze sulla nostra misteriosa e potente stella, che il prossimo anno raggiungerà il picco della sua attività, che è di circa 11 anni. Nella sua fase di massimo solare che avrà luogo nel 2013, sul sole si verificheranno espulsioni di particelle, delle vere eruzioni, i cui influssi arrivano ai confini dell’atmosfera della Terra. Pericolose? Potrebbero esserlo, ma finora gli unici danni hanno riguardato qualche interruzione delle comunicazioni via satellite e delle meravigliose aurore boreali.

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