Il Sole in fermento: quali rischi corre la Terra?

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Il Sole si sta risvegliando, ne parlavamo proprio qualche giorno fa in attesa dell’inizio dei lavori della 17esima International Space Conference in corso a Roma. La nostra stella già adesso si sta avvicinando sempre di più alla sua fase di picco. Per sapere se e quali rischi corre la Terra ci siamo rivolti ad un esperto, presente alla conferenza, Mauro Messerotti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

Siamo in pericolo in vista dell’aumento dell’attività solare? Secondo Messerotti vi sono due tipi di impatto legato alle tempeste solari, uno sui sistemi biologici con un “aumentato livello di radiazioni ionizzanti pericolose per l’uomo impegnato in attività extraveicolari nello spazio, ma anche per equipaggi e passeggeri in volo su aerei in rotte polari in alta quota, dove arriva la maggior quantità di particelle energetiche” e l’altro sui sistemi tecnologici. In quest’ultimo caso, le particelle energetiche possono provocare dei danni ai satelliti in orbita, comunicazioni radio perturbate e malfunzionamenti ai sistemi di navigazione basati sui Gps.

Siamo preparati ad un blackout elettrico e radio?Diversi paesi europei hanno condotto studi specifici per valutare il rischio connesso con blackout elettrici e radio ed hanno adottato piani specifici per la loro gestione. In Italia un approccio sistematico deve ancora iniziare” dice Messerotti.

Anche il clima potrebbe subire delle conseguenze a seguito dell’aumento dell’attività solare. Secondo l’esperto, c’è una connessione tra il flusso di radiazioni elettromagnetiche più energetiche provenienti dal Sole ed il clima sulla Terra: “Tale aspetto però è in corso di studio in quanto l’influenza del Sole sul complesso sistema climatico non è stato ancora compresa appieno, anche se è accertato che il Sole contribuisce in modo significativo al riscaldamento dell’atmosfera terrestre“.

Cosa può l’uomo? Non è possibile prevedere con assoluta precisione il comportamento del Sole durante il suo ciclo di attività. Sebbene esistano dei “raffinati metodi matematici e statistici per estrapolare i valori del numero macchie solari atteso per gli anni futuri“, essi “hanno mostrato i loro limiti quando, come nel caso del ciclo di attività attuale, il Sole si è discostato dal suo comportamento medio“. È accaduto così che le previsioni calcolate nel 2007, spiega Messerotti, non hanno evidenziato il successivo prolungato periodo di minima attività, caratterizzato da molti giorni con assenza totale di macchie, nè il basso numero di macchie che potrebbe caratterizzare il massimo previsto per il mese di maggio 2013: “La marcata asimmetria nel numero di macchie comparse nell’emisfero solare settentrionale rispetto a quello relativo all’emisfero meridionale osservata fino alla data attuale non consente però di escludere che nei prossimi mesi la situazione si inverta originando un’ulteriore ripresa dell’attività. A causa di questo aspetto gli specialisti stanno considerando per il futuro di trattare separatamente l’evoluzione dell’attività nei due emisferi solari“.

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