Il gabbiano fatto di… stelle

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I gabbiani non sono solo animali, ma anche nuvole… di stelle. La Nebulosa Gabbiano è infatti l’ultima immagine scattata dal Wide Field Imager (WFI), montato sul telescopio da 2,2 metri dell’Osservatorio di La Silla dell’ESO in Cile.

Questa spettacolare nube di gas, chiamata originariamente Sharpless 2-292, ricorda infatti la testa di un gabbiano. I suoi colori così brillanti sono il frutto della radiazione energetica di una stella giovane molto calda annidata al centro della nube.

L’immagine del WFI sembra mostrare proprio la “testa” della Nebulosa Gabbiano, che fa parte di una nebulosa più grande nota agli astronomi come IC 2177. Dal diametro di circa 100 anni luce, tale nube interstellare di polvere assomiglia a un gabbiano in volo.

Rassegnamoci. Nessuna speranza di vederla guardando in cielo visto che si trova a circa 3700 anni luce dalla Terra. La Nebulosa Gabbiano è situata al confine tra le costellazioni dell’Unicorno e del Cane Maggiore ed è vicina a Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno, ma è 400 volte più lontana.

Il complesso di gas e polveri che caratterizza la forma della testa del gabbiano è così luminoso a causa della radiazione ultravioletta originata da una giovane stella brillante, la HD 53367 (con una massa venti volte quella del Sole) visibile al centro dell’immagine, che può essere presa per l’occhio del gabbiano.

Ma cosa sono le nebulose? Un vero e proprio spettacolo naturale. Si tratta infatti degli oggetti più appariscenti del cielo notturno, sono nubi interstellari di polvere, di molecole, di idrogeno, elio e altri gas ionizzati in cui nascono le nuove stelle. Nonostante le differenti caratteristiche, quasi tutte hanno un elemento che le accomuna: quando vengono osservate per la prima volta, per le loro forme particolari vengono battezzate con nomi curiosi dagli astronomi.

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