Gare di triathlon in orbita

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Nuoto, ciclismo e corsa. In una sola parola “Triathlon“. La specialità olimpica non è solo di questo mondo. Lo scorso 16 settembre, in orbita, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), l’astronauta americana Suni Williams, nonché comandante dell’equipaggio dalla Expedition 33, ha completato la prima prova di triathlon spaziale.

Dopo aver passeggiato nello spazio, la Williams ha faticato per un’ora, 48 minuti e 33 secondi, dopo aver nuotato per mezzo miglio (0,8 km), aver pedalato per 18 miglia (29 km) e corso per 4 (6,4 km). Ma come ha fatto? Ovviamente usando strumenti appositamente pensati per la vita in orbita.

La Stazione Spaziale è dotata di due tapis roulant e una cyclette, dotati di imbracature e cinghie per ancorare gli astronauti in assenza di gravità. Per simulare la parte del nuoto della gara, Suni Williams ha usato un apposito dispositivo, il cosiddetto Ared (Advanced Resistive Exercise Device ) per fare sollevamento pesi ed esercizi di resistenza assimilabili ai movimenti del nuoto e possibili in situazioni di microgravità.

L’esercizio fisico è obbligatorio per tutti gli astronauti, perché senza di esso i muscoli e le ossa subirebbero dei danni. La ‘palestra’ della ISS è fornita anche di alcuni attrezzi per il sollevamento di pesi, usati dagli astronauta circa due ore al giorno per mantenersi in allenamento e sopravvivere alle condizioni poco ‘terrestri’ della stazione orbitante, colmando la perdita di massa muscolare e altri effetti negativi, tra cui l’osteopenia, legati all’assenza di peso a lungo termine del volo spaziale.

Per la Williams però non si tratta della prima gara nello spazio. L’astronauta americana vanta infatti un altro successo orbitale atletico, conseguito nel 207, quando corse la maratona di Boston in orbita sul tapis roulant, con un tempo di quattro ore, 23 minuti e 10 secondi.

A conferma del fatto che una sana pedalata o un po’ di jogging sono salutari, anche nello spazio.

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