Finisce nel Pacifico un satellite russo ucraino

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Un altro disastro ambientale incombe sul Pacifico. Il lancio del satellite geostazionario russo-ucraino Intelsat 27 non è andato a buon fine, e il dispositivo insieme al razzo Zenit-3SL che lo trasportava sono finiti nelle acque dell’oceano a causa di un problema tecnico avvenuto pochi secondi dopo il lancio.

Così, improvvisamente, il satellite ha mandato in tilt i collegamenti da terra e la telemetria. Come ha rivelato anche l’agenzia russa Ria Novosti, a causa di varie anomalie la partenza non è stata seguita correttamente neanche via webcast e il personale ha potuto seguire solo alcune parti del conto alla rovescia ma senza l’ausilio audio.

Che qualcosa non andasse, è stato subito chiaro ma era già troppo tardi per fermare il disastro. Ciò che è certo è che il razzo Zenit-3SL e il satellite Intelsat 27 hanno subito un guasto proprio durante la prima fase del volo. L’altra certezza è che i rottami adesso vagano per il Pacifico, con danni ambientali ancora da stimare.

Finora con una nota sul suo sito Sea Launch, che gestisce la base Odyssey situata nel Pacifico, ha fatto sapere solo che istituirà una Review Board per mancata vigilanza per conoscere le cause dell’incidente. La base Odyssey è una ex piattaforma petrolifera riconvertita in base di lancio e oggi gestita dalla svizzera Sea Launch.

Intelsat 27 avrebbe dovuto fornire servizi di telecomunicazione a sia agli Stati Uniti che all’Europa, ma adesso i suoi resti vagano per il Pacifico.

“Siamo molto delusi per l’esito del lancio e porgiamo un sincero rammarico ai nostri clienti, a Intelsat, e al loro fornitore di veicoli spaziali, BSSI”, ha detto Kjell Karlsen, presidente di Sea Launch.“La causa del guasto è sconosciuta, ma stiamo valutando e lavorando a stretto contatto con Intelsat, BSSI, Energia Logistics Ltd. e i nostri fornitori Zenit-3SL. Faremo quanto ragionevolmente possibile per recuperare questo evento inaspettato e sfortunato.”

Ma qualcuno avrà pensato ai danni inflitti all’ecosistema marino?

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