Ecco la voce della Terra

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Non ci crederete, ma anche la Terra ha una sua voce. Un’emozione sentire i rumori che provengono dal nostro pianeta, sovrastati dal nostro caos, dalle auto, dagli aerei, dalle voci. Il ‘respiro’ del nostro pianeta di recente è stato sentito nitidamente.

Madre Terra parla eccome. Di certo non usa corde vocali ma onde radio, e per la prima volta è stato possibile registrarne il canto, lo scorso 5 settembre. A ‘incidere’ la voce del pianeta sono state due sonde della Nasa, che si trovano a circa 20mila chilometri dalla superficie terrestre in missione nelle fasce di Van Allen. Queste ultime sono due insiemi di particelle cariche, di plasma, che vengono trattenute dal campo magnetico terrestre. Quando la fascia è eccitata, alcune particelle colpiscono l’alta atmosfera e danno luogo all’aurora polare.

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“Il fenomeno è chiamato ‘coro'”, spiega Craig Kletzing del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università dell’Iowa – e quello registrato è uno degli esempi più nitidi che abbiamo mai sentito”.

La sonda RBSP e la sua gemella stanno esplorando la magnetosfera, una zona in cui le particelle solari provocano un rilascio di energia nella fascia di radiazione di Van Allen. Anche se i ricercatori conoscevano da decenni questi suoni corali, le due sonde hanno permesso di ascoltarli in maniera nitida, come mai era stato fatto prima. La missione RBSP fu lanciata il 30 agosto scorso. Le due sonde vagano attorno alla Terra ad una distanza che varia da 500 a 31.250 km dalla superficie.

Questi ‘uccelli‘ meccanici hanno dunque fatto propria la voce della Terra.

Come spiega l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Chorus e hiss traggono origine dalle onde di plasma che si producono a livello della plasmasfera. Le frequenze variano dal centinaio di Hz fino al kHz. I whistlers invece hanno la stessa origine degli sferics. Infatti l’energia elettromagnetica dei fulmini che è riuscita a superare la “barriera ionosferica ” si propaga lungo le linee del campo magnetico terrestre, percorrendo distanze davvero considerevoli.

Secondo l’Ingv, inoltre, è possibile sentire anche il suono provocato dai terremoti. Quest’altro viene però dalle profondità della crosta terrestre. Così, le vibrazioni elastiche generate dal sisma sono state trasformate in una melodia riproducibile. Chi abita a Roma potrà ascoltarla dal vivo, sabato 20 ottobre, alle ore 21.30 presso il Centro Culturale Elsa Morante.

Ma intanto ascoltale qui cosa ha da dirci la nostra Terra: Chorus e hiss e whistlers

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