Animali nello spazio: partiti oggi a bordo di un razzo russo ma al loro ritorno…

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19 aprile, ore 11. A bordo di un razzo russo Soyuz è appena partito un equipaggio fatto di animali: gechi, topi, gerbilli e lumache. Le creature, volate via dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, trascorreranno un mese in orbita per rientare sulla Terra sane e salve. Ma ne siamo proprio sicuri? Che ne sarà dopo?

Gli intrepidi e soprattutto ignari esploratori dello spazio si trovano nella capsula spaziale Bion-M1, piena zeppa di gabbiette contenenti 45 topi, 8 gerbilli della Mongolia, 15 gechi e numerose altre specie, animali e vegetali. Essi trascorreranno circa 30 giorni in orbita, volando 575 chilometri al di sopra della superficie terrestre mentre gli scienziati da terra monitoreranno la loro salute.

Come spiega Ria Novosti, per l’agenzia spaziale russa (Roscosmos) la spedizione di questa sorta di Arca di Noé del terzo millennio contribuirà a spianare la strada per i futuri voli interplanetari.

Durante i 30 giorni nello spazio, verranno condotti oltre 70 esperimenti fisiologici, morfologici, genetici e biologico-molecolari per tentare di comprendere se l’uomo è pronto per i voli interplanetari di lunga durata, tra cui le missioni su Marte.

Bion-M1 è la prima missione sovietica dedicata al lancio di animali nello spazio dopo 17 anni. L’ultima missione coinvolse scimmie rhesus, gechi e anfibi lasciati in orbita per 15 giorni nel 1996.

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Ma la missione Bion-M1 ha un primato: è il più lungo volo del suo genere nella storia del programma scientifico russo negli ultimi 40 anni. Gli scienziati da oggi monitoreranno una vasta gamma di parametri legati alla salute degli animali. Uno degli esperimenti si concentra sul modo in cui la microgravità e le radiazioni influenzano la motilità degli spermatozoi nei topi.

Se davvero gli esseri umani stanno per visitare altri pianeti raggiungibili a seguito di lunghi voli, secondo gli scienziati è importante capire se l’uomo potrà procreare nello spazio. Alcune missioni potrebbe richiedere decenni, così la riproduzione ‘spaziale’ potrebbe essere una necessità a detta dei ricercatori russi e americani.

Dopo un mese in orbita, la sonda Bion-M1 tornerà sulla Terra, portando a casa vivi e vegeti i poveri passeggeri, che al loro ritorno avranno ad attenderli nuovi esperimenti. Ma non è tutto. Dopo che gli scienziati avranno constatato il loro stato, essi verranno uccisi. E gli scienziati la chiamano eutanasia

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