A vela nello spazio, verso altri pianeti

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Andare a vela nello spazio? Non è sotto i fumi dell’alcol che si raggiungerebbe un simile traguardo, e forse nessuno di noi riuscirà ad assistervi ma in futuro, per l’esplorazione spaziale, si potrebbero usare delle speciali vele solari.

Un mezzo economico e soprattutto ecologico potrebbe far sì che gli spostamenti non avvengano più utilizzando combustibili inquinanti ma sfruttando esclusivamente l’energia prodotta dal sole. Un sistema privo di propellente potrebbe quindi spingerci oltre i confini noti. Come dire, fino a dove arriva la forza del sole, a partire dall’orbita terrestre fino ai confini del nostro sistema solare.

Altro che Marte. Le vele solari potrebbero portare l’uomo a far visita ad altre destinazioni da brivido. Un veicolo spaziale dotato di una vela larga 400 metri, per esempio, potrebbe percorrere 2,1 miliardi di chilometri all’anno, permettendo così di sfuggire dalla sfera di influenza del sole solo dopo 10 anni. È quanto sostengono i ricercatori di Interstellare Probe, un concept proposto dalla Nasa ormai 15 anni fa.

Non c’è nulla che noi conosciamo oggi in grado di raggiungere quel tipo di velocità utilizzando propulsione chimica,” ha detto l’ingegnere aerospaziale Bruce Campbell la scorsa settimana durante una presentazione del gruppo di lavoro Future In-Space Operations (FISO) della Nasa.

Qualche tempo fa, anche il progetto Sunjammer aveva valutato la possibilità di esplorare lo spazio senza usare altro carburante se non la luce solare grazie alla speciale vela costruita dalla Nasa con il Garde Inc. of Tustin. Proprio come le vele di stoffa sfruttano il vento, i giganteschi fogli riflettenti sarebbero in grado di sfruttare l’energia del sole.

Un’idea tutt’altro che nuova, visto che anche Jules Verne ne aveva parlato in “Dalla Terra alla Luna”. Ma c’è voluto del tempo prima che le vele solari si avvicinassero al mondo reale. La prima dimostrazione di successo è arrivata solo nel 2010, quando la sonda giapponese Ikaros ha aperto le sue vele da 14 metri, diventando il primo veicolo ad essersi mosso nello spazio grazie ai fotoni. Destinazione? Il pianeta Venere.

La Nasa ne ha seguito le orme cinque mesi dopo, lanciando il piccolo dimostratore NanoSail nell’orbita terrestre. Il piccolo velivolo ha dispiegato la vela a gennaio del 2011, orbitando attorno alla Terra per 8 mesi prima di bruciare nell’atmosfera-

Molti altri progetti si profilano all’orizzonte. Un altro grande traguardo dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2016, quando la Nasa prevede di lanciare la più grande vela fotovoltaica del mondo. O forse dell’universo.

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