58 anni fa la cagnetta Laika volava nello spazio

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58 anni fa volava nello spazio la prima cagnetta, Laika, a bordo della navicella russa Sputnik 2. Era il 3 novembre del 1957. Dal Cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan (lo stesso da cui partono le navicelle Soyuz per la Stazione Spaziale Internazionale), Laika partì per l’universo, un viaggio di sola andata. Un’eroina per molti, una vittima inutile per altri. Salvata dalla strada dagli accalappiacani di Kruscev, nei vicoli di Mosca, la cagnetta Laika fu la prima creatura vivente mandata in orbita.

Il piccolo meticcio fu scelto per la sua docilità, per la sua resistenza alle prove d’accelerazione e proprio per le sue ridotte dimensioni. A bordo della poco sofisticata navicella che pesava solo 108 chili non era semplice ospitare un animale più grosso. Così nel 1957 Laika venne lanciata verso lo spazio. Secondo la versione ufficiale diffusa all’epoca data dal governo russo, Laika sopravvisse “oltre quattro giorni”, e ciò permise agli scienziati di raccogliere importanti informazioni che avrebbero poi aperto la strada ai voli umani nello spazio.

Ma nel 2002 emersero alcune novità che smentivano la versione russa. Alcune ricerche portate avanti da uno scienziato russo, Dmitrij Malashenkov, rivelarono che Laika sopravvisse per poche ore dopo il decollo, si parla di 5-7 ore, a causa degli sbalzi di temperatura. Ma c’è di peggio. Secondo l’esperto, ad uccidere Laika potrebbe essere stata anche la paura. I sensori medici di Laika indicarono che durante il lancio il suo battito cardiaco triplicò rispetto ai livelli regolari. La sua frequenza cardiaca diminuì, ma ci vollero ben tre giri attorno alla Terra per far tornare alla cagnetta un battito regolare. E questa sarebbe la prova del fatto che stesse soffrendo. Secondo una versione più recente, però, Laika sarebbe morta per asfissia a causa di un guasto all’impianto di aerazione.

Una missione inconsapevolmente suicida, quella di Laika. La capsula Sputnik 2 era attrezzata per il supporto vitale e portava cibo ed acqua ma non prevedeva il rientro. Il suo triste destino era stato deciso fin dall’inizio della missione.

La sonda rientrò nell’atmosfera terrestre dopo 162 giorni, dopo aver orbitato 2570 volte attorno alla terra. Ma lo Sputnik venne distrutto durante il rientro. E il corpo di Laika bruciò tra le stelle, inutilmente.

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