Taiji 2013: scelti i primi 6 delfini. Ecco quello che i delfinari non vogliono farci sapere (foto)

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Continua l'orrore nella Baia di Taiji, al terzo giorno di apertura della caccia ai delfini. Tutte le 12 barche partite per la terza battuta sono tornate in porto "a mani vuote". Nessun delfino, quindi, sarà catturato oggi ed è un giorno blu nella "Cove". Ma 6 esemplari sono stati già scelti per i delfinari

Continua l’orrore nella Baia di Taiji, al terzo giorno di apertura della caccia ai delfini. Tutte le 12 barche partite per la terza battuta sono tornate in porto “a mani vuote”. Nessun delfino, quindi, sarà catturato oggi ed è un giorno blu nella “Cove”.

Ma non c’è molto da gioire. 6 esemplari dei 18 tursiopi strappati dalla loro casa, l’oceano, lo scorso 2 settembre sono stati trasferiti nella struttura da cui partiranno per tutto il mondo, presso il Dolphin Resort Hotel. Destinazione delfinari e acquari, dove saranno costretti a vivere rinchiusi per il divertimento degli umani.

In appena n giorno la loro vita è stata distrutta per sempre. La loro colpa? Essere gli esemplari migliori, quelli senza graffi, cicatrici, di una certa età e specie. In poco tempo per loro è iniziata la detenzione in un ambiente artificiale e un lungo digiuno, in modo che si decidano a mangiare pesci morti, invece delle prede vive che avrebbero mangiato allo stato selvatico. Così il loro spirito selvaggio sarà piegato. #savethedolphins

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Ovviamente gli esemplari catturati vivono un grandissimo trauma, tant’è vero che, in attesa di vedere se sopravviveranno, ne vengono solitamente catturati di più, un rapporto di 1 a 3.

Per loro inizierà presto la dura fase di addestramento, fin dai primi giorni di detenzione. Poi arriveranno gli acquirenti e verranno trasferiti tramite gru in contenitori molto piccoli, dove rimarranno chiusi senza nessuno stimolo per diversi giorni, mentre percorreranno migliaia di chilometri, solitamente in aereo, per raggiungere le loro prigioni.

Deve essere l’esperienza più terrificante di tutte e molti muoiono durante il viaggio. Arrivati a destinazione, si dovranno esibire per il resto della loro vita. Per loro rimarrà solo il ricordo di quando vivevano liberi negli oceani, circondati dall’amore della propria famiglia. Per questo alcuni di loro sceglieranno la soluzione estrema: si suicideranno, chiudendo lo sfintere da cui respirano aria presi dalla depressione. Perché i delfini possono smettere volontariamente di respirare

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.

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