La bio-casa in spalla: arriva la tenda eco-sostenibile a energia solare

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Nel contesto odierno in cui tanti rifugiati hanno bisogno di una casa, ecco un’idea innovativa e sostenibile che potrebbe cambiare la vita di molti. L’architetta giordano-canadiense Abeer Seikaly ha progettato, proprio con l’emergenza profughi in mente, una tenda multiuso dotata delle ultime tecnologie di energie rinnovabili.

Provvista di pannelli solari e di un sistema di riciclo dell’acqua piovana, la tenda è esteriormente ispirata ad elementi naturali come la pelle di serpente e le tende tessute a mano di alcune popolazioni nomadi del deserto. La flessibilità è data infatti da una struttura di tele piegate in modo da consentire maggiore o minor apertura a seconda della necessità, oltre al fatto di avere un’autonomia in quanto al somministro di acqua e luce, per poter coprire le necessità basiche anche in situazioni avverse. L’energia solare viene assorbita dalla superficie della tenda e conservata in una batteria interna, mentre l’acqua piovana viene accumulata in un deposito sotto il tetto che servirà poi da doccia. Il materiale di cui è fatto lo strato esterno fa da isolante contro il freddo e l’umidità oltre ad essere leggerissimo e resistente al tempo stesso.

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Nomadi, rifugiati climatici e profughi di guerra hanno ora una possibilità di avere un rifugio eco-sostenibile, prescindendo dalle inefficaci e quasi inesistenti misure prese dagli Stati e dagli organismi internazionali incaricati di farlo. Rapida da montare, efficace e in armonia con l’ambiente, la tenda di Abeer Seikaly potrebbe essere la soluzione ideale per moltissime persone.

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L’ingegnosa inventrice,premiata nel 2013 con il prestigioso Lexus Design Award, ne parla cosí: “Vorrei che questa tenda permettesse ai rifugiati di sentirsi al sicuro, al riparo dal turbinio del mondo esterno. Vorrei che fosse un posto dove possano ricominciare a costruire la propria vita, un rifugio che dia loro la sensazione di essere a casa.”

Fonte foto: Abeer Seikaly

Christine Michel Fayek

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