Il decalogo dei diritti durante la nascita

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Il 20 maggio si celebra la giornata mondiale dei diritti durante la nascita per le mamme e i neonati. Questa giornata, oggi alla sua sedicesima edizione, è sconosciuta in Italia ma ampiamente celebrata in Spagna e America Latina all’interno della settimana per un parto dignitoso e rispettato. La Plataforma Pro Derechos de Nacimiento ha diffuso un decalogo dei diritti di madri e nascituri per sensibilizzare sulle conseguenze della violenza medica durante il parto:

1) Il nascituro ha il diritto di vedere riconosciuta la sua capacità fisica ed emotiva, specialmente nel transito fra la vita intrauterina ed extrauterina.

2) La futura madre ha il diritto di non subire alterazioni emotive per eccesso o abuso di controlli medici durante la gravidanza.

3) Il bebè e la madre hanno il diritto che si rispetti il momento e ritmo del parto e che questi avvenga in maniera fisiologica. Hanno il diritto di non essere trattati come malati.

4) Il bebè e la madre hanno il diritto a intimità e rispetto durante e dopo il parto.

5) Hanno il diritto di rimanere insieme nelle ore e giorni posteriori alla nascita.

6) Il neonato ha diritto all’allattamento libero (su richiesta) almeno durante il primo anno di vita.

7) La madre ha il diritto di poter godere del contatto intimo con il suo bebè quando ritiene opportuno.

8) Il bebè ha il diritto di rimanere a stretto contatto con il corpo della madre finché raggiunge le condizioni ottime di salute e peso. Nessuna incubatrice può sostituire il beneficio del contatto con la pelle e del calore del corpo materno.

9) Il contatto con la madre è un diritto anche durante i primi mesi di vita, in quanto è fondamentale per lo sviluppo della sicurezza e fiducia del bebè.

10) I genitori hanno il diritto di prendere personalmente tutte le decisioni relative al benessere del nascituro.

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Cosa si intende per violenza medica durante la nascita?

Forzare la partoriente all’immobilità per collegarla ad una macchina di monitoraggio, obbligarla a partorire in posizione supina (ognuna deve poter scegliere la posizione che le risulta più comoda), impedire il vincolo post-parto e l’attaccamento al seno subito dopo la nascita (è dimostrato che l’allattamento ha più probabilità di insuccesso se viene ostacolato nei primi momenti di vita), alterare un processo di parto a basso rischio accelerandolo artificialmente o realizzare cesarei non necessari.

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Ricordate donne, il parto è nostro, non lasciamo che ce lo rubino o che ci manipolino perché ne va del benessere nostro e dei nostri figli!

Christine Michel F.

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