La città spiegata dai senzatetto

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Quante volte percorrendo le vie delle nostre città ci capita di incrociare dei senzatetto, persone che per scelta o per necessità, si trovano in un momento della vita in cui la strada diventa tutto ciò che posseggono. E quante volte passando abbassiamo lo sguardo da questa parte di realtà che ci ricorda la povertà, il disagio e la solitudine? Avvolte distogliamo lo sguardo per pudore, altre per fastidio o per indifferenza, altre volte magari ci chiediamo quale sia la storia di questi uomini e donne, ma difficilmente ci fermiamo a domandare.

A Berlino, l’associazione Querstadtein offre la possibilità di visitare la città attraverso lo sguardo e la voce dei senzatetto. Una visita della capitale tedesca al di fuori dei tipici circuiti turistici in cui ex-senzatetto e senzatetto attuali raccontano storie di vita sulla strada, mostrando i luoghi e i rifugi da loro frequentati, facendo conoscere così strade, parchi, piazze di una Berlino alternativa.

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Attraverso questo progetto, ispirato ad altri simili messI in atto a Copenhagen e Londra, l’associazione intende sfidare l’atteggiamento della moltitudine di persone nei confronti della povertà e del disagio urbano. Oltre ad affrontare i pregiudizi e conoscere da vicino al vita e le testimonianze delle persone che hanno affrontato e affrontato l’esperienza della vita in strada, la visita diventa un’occasione per capire come la città si sia evoluta nel tempo, con una visione estranea alle tradizionali interpretazioni urbanistiche e turistiche.

I senzatetto, grazie all’iniziativa hanno la possibilità di integrare il proprio reddito e ottenere un riconoscimento sociale grazie la proprio lavoro. Ma è anche l’occasione per creare un rapporto di parità e di superare i preconcetti da entrambe le parti, allontanando giudizi ed insicurezze nel rapporto reciproco.

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Photo: Sally Olech

Così quartieri, stazioni, edifici, negozi, sono descritti in dettaglio per dimostrare cosa li rendono dei luoghi ideali per dormire, socializzare o racimolare qualche soldo. I luoghi sono valutati in base al grado di cordialità, tolleranza e solidarietà degli abitanti e di chi li frequenta, e non più solo per la presenza di monumenti e di parchi curati.

Ascoltando le storie delle guide è possibile capire che le ragioni di chi vivere per strada sono tante e le condizioni che portano a queste esperienze sono dovute a motivazioni tra le più varie e diverse.

Alcuni hanno dipendenze, problemi di salute mentale, per altri la perdita del lavoro significa non avere più punti di riferimento. Ma ciò che appare chiaro è un forte senso di isolamento e anonimato a cui tutti i senzatetto sono esposti.

Per questo chi accompagna i visitatori esorta a non evitare il contatto visivo, perchè l’invisibilità è la condizione che più ferisce. Forse anche questo è un passo importante per avere delle città più sostenibli ed intelligenti……

(querstadtein)

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