Fiera delle start up, in Calabria arriva l’innovazione

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Le buone notizie ogni tanto vengono anche dal sud Italia dove iniziative apparentemente ormai poco innovative rappresentano punte di originalità non solo per i contenuti ma, perché dietro c’è un team che crede in un cambiamento possibile. A Reggio Calabria, dal 19 al 21 giugno, le porte del Palazzo della Provincia si apriranno per la prima Fiera delle start up dello Stretto, dove 15 progetti si presenteranno alla città.

Dall’architettura di Architetti emergenti alla moda di MeD, dall’arredamento sostenibile di Restyle Officine del riuso al crowdsourcing turistico di Itineranda, dalla gastronomia di Lumaconia alla web agency di Factory 3.0 e tanti altri. «Tra i più innovativi – spiega Alessio Neri, presidente di Terrearse LAB che organizza l’evento – possiamo sicuramente segnalare quello del Fablab di Oscar Mannarella che riciclando tappi di bottiglie si auto-produce il filamento necessario a creare oggetti con la sua stampante 3D. Ma ci sarà anche chi usa i Big Data per il turismo come Viaggiart o Evermind che si è inventata un modello di organizzazione aziendale efficiente e basato su un sistema di gamification».

Cosa non dobbiamo assolutamente perderci? «L’area fieristica – continua Neri – perché i progetti in mostra sono tutti realizzati da giovanissimi calabresi e siciliani, la terrazza del gusto per assaporare buoni sapori della nostra terra cucinati in maniera davvero originale e artistica e infine, non bisogna perdersi i workshop tematici perché danno strumenti per migliorare davvero il proprio progetto così come le conferenze che daranno tanti spunti su cui ragionare riguardo le esigenze e le potenzialità del nostro territorio».

E per chi ancora avesse dubbi sulla creazione di iniziative innovative nel meridione, il presidente di Terrearse LAB rincara la dose: «Reggio Calabria è un deserto fertile per buone pratiche. Non esiste però un ecosistema adeguato a coltivarle e ad accoglierle. Non ci interessano gli stipendifici regionali ma, il lavoro concreto delle persone. E a Reggio e nello Stretto c’è un sacco di gente che ha idee ottime e voglia di lavorare».

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