Chiese e musei accessibili a tutti? Non è un’utopia, parola di BeHandy

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In Italia sono quasi 4 milioni le persone che hanno un deficit fisico e molti di loro devono adattarsi a viaggi organizzati per persone normodotate. Da circa un anno, l’associazione BeHandy nata con l’obiettivo di dare informazioni e soluzioni di viaggio a tutti ma, soprattutto alle persone con esigenze particolari quali ridotte capacità motorie, visive, auditive e alimentari sta mappando il territorio italiano per creare un turismo accessibile a tutti.

«Grazie alla sinergia di enti, associazioni e privati, studiamo a tavolino un itinerario turistico e sociale con piccoli gruppi di mappatori con diverse disabilità che, all’interno di un format dal titolo In tutti i sensi, fisicamente si recano nei luoghi indicati e verificano l’accessibilità delle strutture», spiega Davide Maestri, account executive di BeHandy.

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Partita da Milano (200 i luoghi che hanno ricevuto l’ok), la mappatura è già stata fatta in buona parte del nord Italia, il prossimo step sarà Genova dal 3 al 6 giugno. «I gruppi accompagnati da una guida sensoriale hanno a loro disposizione questionari personalizzati per tipologia di disabilità, tramite cui producono dati che vengono analizzati, raccolti, verificati e inseriti nel portale di Behandy, visibili gratuitamente», aggiunge Maestri.

I dati sono poi confrontati con quelli ufficiali dichiarati da strutture e servizi e quelli forniti dagli utenti social, senza dimenticare i controlli effettuati dalla redazione dell’associazione post mappatura. Il risultato sono tante schede online che permettono di avere il quadro della situazione sui siti accessibili.

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« In Italia, che di certo non spicca tra le prime posizioni in termini di accessibilità – continua Maestri – sono tante le associazioni che si occupano delle singole disabilità, ma mancava fino ad adesso un contenitore unico. Abbiamo cercato, dunque, di far fronte a questa reale esigenza per creare un sistema di best practice». Si perché, dopo le visite, oltre alle tante testimonianze positive arrivano anche le buone notizie.

«Come la collaborazione con l’ Expo 2015 che – conclude Maestri – ci auguriamo porterà il risultato di garantire la massima accessibilità di tutte le strutture per il milione di persone con esigenze particolari che arriveranno a Milano».

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