Rifiuti spaziali: ci pensa il Giappone a distruggerli

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La Jaxa, l'agenzia spaziale giapponese sta lavorando ad un sistema per distruggere i rifiuti spaziali che infestano l'orbita attorno alla Terra

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Il Giappone si autoproclama spazzino dei cieli. La Jaxa (Japan Aerospace Exploration Agency), l’agenzia spaziale del paese sta infatti lavorando ad un sistema per distruggere i rifiuti spaziali che infestano l’orbita attorno alla Terra.

L’idea è quella di avvicinare lentamente i detriti spaziali all’atmosfera fino a farli incendiare. Una soluzione già considerata ma non realizzata. Almeno finora. Gli scienziati della Jaxa sperano di andare oltre. Il 28 febbraio prossimo dovrebbero già testare un satellite che metterà alla prova parte del sistema. “Abbiamo due obiettivi principali il mese prossimo“, ha detto Masahiro Nohmi, professore associato dell’Università di Kagawa che sta lavorando con la Jaxa al progetto.

Qualsiasi cosa, purché venga fatta in tempi rapidi visto che la situazione dei detriti spaziali è ormai diventata insostenibile. A settembre 2013, la Nasa ha stimato che ci sono più di 500.000 pezzi di detriti delle dimensioni di una biglia in orbita attorno alla Terra, oltre 20.000 grandi quanto una palla da softball e molti altri impossibili da tracciare.

Si tratta di resti di veicoli di lancio e di satelliti in diffuso che possono seriamente minacciare i veicoli spaziali attivi. Nel 1996, un satellite francese fu danneggiato dai detriti di un razzo esploso 10 anni prima. Più di recente altri rottami spaziali hanno fatto ritorno sulla Terra.

Il Giappone, fortunatamente, non è l’unico a studiare soluzioni. La Svizzera sta lavorando a CleanSpaceOne, un veicolo che trascinerà i rifiuti spaziali fino all’atmosfera per distruggerli. Peccato però che il lancio non avverrà prima del 2018.

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