Rapporto ILO 2013 sul lavoro minorile: diminuisce ma la strada è ancora lunga

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Dal nuovo rapporto dell'ILO sul lavoro minorile arriva una buona notizia: dal 2000 ad oggi questa pratica è diminuita di un terzo. Dai 246 milioni di 13 anni fa, siamo passati a 168 milioni. E la cattiva notizia? Che ci sono ancora 168 milioni di bambini che lavorano!

Dal nuovo rapporto dell’ILO sul lavoro minorile arriva una buona notizia: dal 2000 ad oggi questa pratica è diminuita di un terzo. Dai 246 milioni di 13 anni fa, siamo passati a 168 milioni. E la cattiva notizia? Che ci sono ancora 168 milioni di bambini che lavorano!

Secondo il rapporto, l’11% dei bambini nel mondo è costretto a lavorare, quasi sempre in attività pericolose. Il più alto numero di bambini sfruttati risiede nell’area asiatica (78 milioni) ma la maggiore densità (la percentuale in rapporto al totale della popolazione) è concentrata nell’Africa sub Sahariana (21%).

La progressiva riduzione del lavoro minorile risulta diversificata per genere: per le bambine abbiamo una diminuzione del 40% (sempre rispetto ai dati del 2000) mentre per i maschi solo del 25%. Il settore produttivo che vede il maggior numero di minori al lavoro è l’agricoltura (59% del totale).

Cosa c’è dietro questo miglioramento? Sicuramente le campagne specifiche per la lotta al fenomeno hanno dato buoni risultati, ma è necessaria una maggiore attenzione da parte di tutti governi. Programmi di educazione adeguati, una protezione sociale maggiore e un rafforzamento del quadro giuridico che assicuri protezione alle vittime e sanzioni ai trasgressori delle regole, sono solo alcune delle politiche che è necessario mettere in atto.

Lo scorso anno una ricerca ha identificato 76 Paesi in cui il lavoro minorile è ancora molto diffuso: Paesi come le Filippine , l’India, la Cina , il Vietnam, l’Indonesia e il Brasile sono tutti in questa lista.

C’è poco dunque di cui rallegrarsi: sono ancora troppi i bambini che, invece di giocare o andare a scuola, sono costretti a lavorare!

ethicMe è anche su Facebook e su Twitter

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook