Scambio di semi in pericolo, l’allarme di Via Campesina

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Lunedì 6 maggio 2013 la Commissione Europea potrebbe vietare lo scambio di semi tra agricoltori, nel pronunciarsi su una proposta di riforma della normativa sulle sementi. Attualmente, la normativa europea permette soltanto sementi selezionate, che purtroppo richiedono grandi quantità di prodotti chimici.

Si tratta di quanto comunicato da parte di Aiab, l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, sempre in prima linea riguardo al tema della difesa delle sementi e della biodiversità. È proprio la biodiversità, infatti, che sarebbe posta ulteriormente in pericolo mediante le nuove decisioni della Commissione Europea, che si teme possa bloccare la diffusione delle sementi, al di fuori delle tipologie selezionate.

Il Coordinamento Europeo Via Campesina si è posto in allarme dopo aver visionato alcuni documenti non ufficiali, posti comunque a disposizione per l’opinione pubblica. Se l’attuale proposta di riforma non verrà modificata, la situazione sarà purtroppo destinata a peggiorare, concentrando i brevetti delle sementi nelle mani di pochi e promuovendo la diffusione degli OGM.

Vogliamo realmente che l’Europa ricalchi la situazione degli Stati Uniti, dove l’agricoltura è ormai monopolio di Monsanto e delle colture geneticamente modificate?

Il Coordinamento Europeo Via Campesina invita dunque i Commissari Europei a considerare i seguenti tre punti:

1) Riconoscere e tutelare il diritto degli agricoltori a scambiare liberamente i loro semi. Questi scambi sono essenziali per la riproduzione delle sementi a garanzia di un costante e continuo rinnovamento della biodiversità delle colture. Questo è l’unico metodo di conservazione, riproduzione e diffusione delle sementi che permetterà alle piante di adattarsi alle estreme diversità dei suoli e al cambiamento climatico, senza dover fare ricorso esponenziale a fertilizzanti e pesticidi chimici.

2) Consentire agli agricoltori la commercializzazione, senza limitazioni geografiche o quantitative, di semi biologici, locali o tradizionali per la loro riproduzione. Attualmente la commercializzazione è vietata dagli standard presenti nel catalogo varietale, con lo scopo di prevenire biopiraterie e frodi.

3) Resistere alle pressioni delle aziende delle sementi multinazionali. Il loro scopo è sfruttare l’attuale dibattito sugli accordi di libero scambio a livello globale per invadere il mercato europeo con brevetti e sementi OGM.

Se tali posizioni non venissero ascoltate, sarebbe in serio pericolo la sovranità alimentare europea, causando l’impossibilità dei nostri agricoltori di far fronte alle sfide future di sistemi agricoli e alimentari sostenibili e rispettosi sia dell’uomo che dell’ambiente.

Per maggiori informazioni leggi: “Posizione del Coordinamento Europeo Via Campesina sulla normativa in materia di commercializzazione delle sementi”.

Marta Albè

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