OGM resistenti agli erbicidi. Cosa accadrebbe in Europa?

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Cosa accadrebbe se l’Europa dovesse imitare le scelte degli Stati Uniti in ambito agricolo e decidere di introdurre su larga scala colture OGM resistenti agli erbicidi? Ad un quesito tanto spinoso ha cercato di dare risposta Greenpeace, commissionando al noto economista agrario Charles Benbrook l’elaborazione del rapporto “Colture resistenti al glifosfato nell’Unione Europea”.

Si tratta di un resoconto basato sui dati relativi alle colture OGM resistenti agli erbicidi utilizzate negli Stati Uniti, che sono stati impiegati come punto di partenza per prevedere quanto potrebbe accadere in Europa se le stesse scelte di coltivazione venissero concretizzate. Il risultato? Probabilmente ci ritroveremmo in una situazione tanto allarmante quanto quella attualmente presente negli Stati Uniti.

E’ necessario sapere infatti che al momento la Commissione Europea sta valutando l’introduzione nell’Unione di ben 19 varietà vegetali resistenti agli erbicidi. Come reagirebbe l’agricoltura Europea se ciò avvenisse? Secondo le stime relative al rapporto di cui sopra, se gli agricoltori europei dovessero utilizzare OGM tolleranti agli erbicidi con la stessa velocità degli Stati Uniti, l’uso del glifosato nella coltivazione del mais – la più importante e ampiamente diffusa in Europa – aumenterebbe di oltre il 1.000% entro il 2025, e l’uso totale di erbicidi raddoppierebbe.

“Finora, l’UE è riuscita a tenere il punto. Ha ancora la possibilità di mantenere la propria indipendenza e la propria integrità” dice Wes Shoemyer. “Deve attivarsi per difendere gli agricoltori, ora che ha ancora la possibilità di farlo”. E per quanto riguarda gli Stati Uniti, Charles Benbrook afferma: “Gli agricoltori negli Stati Uniti non riescono a liberarsi dal circolo vizioso in cui sono finiti a causa degli OGM tolleranti agli erbicidi. Il ricorso a questi prodotti ha innescato lo sviluppo e la rapida diffusione di quasi due dozzine di varietà di piante infestanti resistenti al glifosato, facendo aumentare così sia i costi di produzione, che il volume e l’ecotossicità dei diserbanti necessari per prevenire perdite eccessive dei raccolti”.

Il ricorso a colture OGM resistenti agli erbicidi non ha dunque dato origine a varietà agricole per la cui coltivazione non sia necessario il loro impiego, bensì a piante infestanti resistenti ad essi, la cui diffusione non può che richiedere un ricorso sempre più frequente a tali sostanze, potenzialmente dannose sia per l’ambiente che per la salute.

Maggiori informazioni in merito possono essere ottenute attraverso il documentario “Growing Doubt”, girato da Greenpeace in Argentina e Stati Uniti, che dà voce alle preoccupazioni delle comunità agricole locali, che testimoniano gli impatti delle monocolture OGM tolleranti agli erbicidi sulla loro economia, il loro ambiente e la loro società. Il dossier “Colture resistenti al glifosato nell’Unione Europea” è scaricabile a questo indirizzo.

Marta Albè

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