Come diventare agricoltori in 10 mosse

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

L’agricoltura è l’unico settore in crescita in Italia. Soltanto nel settore agricolo, per il primo trimestre del 2013, è stato registrato un incremento delle assunzioni, soprattutto a favore dell’occupazione giovanile. Nei prossimi anni, grazie al turn-over generazionale, in ambito agricolo potrebbero generarsi 200 mila nuovi posti di lavoro. Numerose persone vorrebbero dare inizio ad una nuova attività lavorativa puntando sull’agricoltura. La Coldiretti ha messo a punto un vero e proprio decalogo rivolto ai futuri imprenditori agricoli. Ecco 10 suggerimenti utili.

1) Idee e progetti

Avere un’idea di impresa agricola attorno alla quale dare vita a un progetto di sviluppo. Ciò significa individuare che tipo di “imprenditore agricolo” si vuole essere o diventare: imprenditore agricolo più “tradizionale” (produzione in un specifico comparto) o più “innovativo” e “diversificato” sfruttando, a 10 anni (18 maggio 2001/2011) dalla sua introduzione, le opportunità offerte dalla legge di orientamento in agricoltura. Inoltre, avere un’idea di impresa significa valutare quali leve strategiche si intendono attivare: innovazione, vendita diretta, reti, territorio, qualità, agroenergie, agriturismo, fattoria didattica.

2) Analisi del mercato

Analisi delle caratteristiche e delle potenzialità aziendali tramite l’osservazione del territorio, del mercato, dei concorrenti e delle normative vigenti. Significa analizzare, servendosi di appositi consulenti, le componenti di base per avviare l’impresa agricola, una volta esplicitata l’idea.

3) Confronto

Confrontarsi con gli altri che hanno già fatto esperienze simili in Italia o in Europa per cogliere le sfumature e focalizzare al meglio le idee.

4) Obiettivi

Trasformare l’idea in un progetto di sviluppo imprenditoriale. Si tratta di determinare gli obiettivi generali del progetto, quelli specifici, i risultati attesi, le azioni e le risorse necessarie per raggiungerli. E’ necessario inoltre di farsi redigere da adeguati specialisti e professionisti un Business Plan economico-finanziario accurato e in grado di reggere al mercato e alle richieste di finanziamento pubblico e privato.

5) Acquisto della terra

Ricerca della fonte di finanziamento. Sulla base dell’idea progettuale valutare la possibile fonte di finanziamento nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale (insediamento giovani, investimenti, qualità, pacchetto giovani). Per l’acquisto di terra verificare la possibilità di un mutuo, ad esempio presso Ismea, nell’ambito dei finanziamenti della piccola proprietà contadina.

6) Finanziamento pubblico

Presentazione del progetto per il finanziamento pubblico. Si tratta di fare la domanda per l’accesso al finanziamento unitamente alla presentazione del Business Plan. E’ necessaria la consulenza di un professionista per la parte tecnica. Oggi questo è il punto su cui si incaglia il meccanismo di avvio di un’impresa agricola. Infatti, le procedure per accedere alle risorse dei Piani di Sviluppo Rurali (Psr) specificatamente dedicate ai giovani prevedono in media 275 giorni tra l’approvazione del programma e l’uscita del bando; 248 giorni tra la fine della raccolta delle domande e il decreto di concessione del contributo (istruttoria); tra i 18 e i 24 mesi per l’erogazione del contributo.

7) Finanziamento privato

Presentazione del progetto per il finanziamento privato. Numerose banche offrono condizioni vantaggiose per i giovani anche grazie ad accordi con Creditagri Italia, il primo consorzio fidi nazionale, per la ricerca delle migliorie condizioni di accesso al credito e del prodotto finanziario più adatto. Particolare attenzione va riposta nella concessione della garanzie. Si tratta di un assaggio fondamentale per non giocarsi il capitale fisico appena costituito o i risparmi.

8) Formazione

Una formazione di base in campo agricolo è importante, ma non decisiva, anche perché sono numerosi i corsi di formazione professionale organizzati a livello regionale per acquisire competenze e avere la qualifica di imprenditore agricolo dal punto di vista fiscale. Frequentarli è un modo per apprendere, ma anche per tessere una rete di rapporti con altri colleghi.

9) Burocrazia

Per avviare un’impresa agricola non sono molti gli adempimenti necessari né i relativi costi dal punto di vista burocratico. Infatti tre sono i passaggi fondamentali:

– Apertura di una Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate.

– Iscrizione al Registro delle imprese, sezione speciale Agricoltura, presso la competente Camera di Commercio, se si prevede di realizzare un fatturato superiore ai 7000 euro/anno.

– Iscrizione e dichiarazione presso l’Inps.

10) Adempimenti

La burocrazia è un peso non solo nell’avvio, ma anche nell’esercizio dell’attività imprenditoriale. Vi sono numerosi adempimenti che sottraggono all’impresa agricola 2 giorni di lavoro a settimana, 100 giorni all’anno in totale.

Marta Albè

Leggi anche:

Agricoltura e orti contro la crisi: 200 mila nuovi posti di lavoro

Occupazione: agricoltura unico settore in crescita, i giovani fuggono in campagna

Segui gli aggiornamenti del blog Radici su Facebook e Twitter.

Puoi contattarmi via e-mail all’indirizzo: [email protected].

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Fairtrade

Le settimane Fairtrade del commercio equo e solidale: compra etico e scopri online l’impatto dei tuoi acquisti

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Cristalfarma
Seguici su Instagram
seguici su Facebook