Cascina Cuccagna ospita un (nuovo) posto a Milano

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Cascina Cuccagna, tra Porta Romana e Corso Lodi, sta riprendendo vita nel capoluogo milanese grazie ad un progetto di riqualificazione della sua struttura settecentesca per lungo tempo abbandonata, al fine di ricreare spazi aperti alla partecipazione civile e con l’obiettivo di costruire un ponte concreto tra la campagna e la città. Cascina Cuccagna cerca di essere un luogo di ritrovo per la formazione di una nuova comunità. Nel corso dell’anno all’interno di essa vedranno la luce orti didattici, spazi per laboratori ed incontri, punti di ristoro e possibilità di ospitalità rivolte ai turisti.

I progetti all’interno di Cascina Cuccagna iniziano a diventare sempre più concreti ed operativi. Dal 9 al 22 aprile 2012, per due settimane, “Un posto a Milano” sarà un esperimento collettivo, un servizio pubblico, alla cui costruzione sia i cittadini che i turisti sono invitati a partecipare prenotando la loro visita. “Un posto a Milano” vuole essere un punto di incontro dedicato al cibo ed all’agricoltura, all’insegna della sostenibilità.

“Un posto a Milano” sogna di trasformarsi in un punto di incontro abituale per i cittadini. La sua apertura accompagnerà il “Fuorisalone”, nel corso del quale non mancheranno appuntamenti con l’eco-design e l’architettura sostenibile. Il nuovo spazio offrirà una cucina sempre a disposizione, su prenotazione, ed un bar aperto ogni giorno dalle 10 alle 24. La cucina sarà diretta da Nicola Cavallaro, che contribuirà a costruire un nuovo dialogo con i milanesi e la loro città, all’insegna di pietanze genuine, alimenti sani ed alla riscoperta di sapori perduti.

I piatti offerti saranno realizzati sulla base di ricette pensate per utilizzare i migliori prodotti di stagione provenienti dal territorio. I cuochi di “Un posto a Milano” si impegneranno affinché la distanza degli ingredienti principali non superi i 200 chilometri. Saranno a disposizione degli avventori pane e dolci fatti in casa; farina, frutta, verdura ed oli provenienti da agricoltura biologica. La maggior parte dei piatti saranno vegetariani, molti saranno senza glutine e tutti i prodotti saranno rintracciabili.

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