Come fare in casa l'oleolito di calendula

Mais di Storo - Fonte foto: VisitChiese.it

Sempre più spesso un alimento come il mais viene associato al tema degli OGM, in quanto si tratta di una varietà agroalimentare oggetto di manipolazioni genetiche volte ad aumentarne resistenza o resa produttiva.

La questione OGM è sempre molto accesa e dibattuta. Essa dovrebbe essere seguita con attenzione e allo stesso tempo spingerci alla riscoperta di quelle varietà tradizionali, coltivate solo in alcune zone del paese, da cui nascono alimenti tipici da salvaguardare dalla scomparsa.

Una di esse è il mais di Storo. Si tratta di una tipologia di mais immediatamente riconoscibile per via dei chicchi di colore rosso. Viene coltivato in Trentino nel Basso Chiese e nella Bassa Valsugana. I chicchi, una volta macinati, danno origine ad una farina di colore giallo dorato che viene utilizzata per la produzione della tipica polenta di Storo, dal sapore e dalla consistenza ancora più caratteristica se cucinata con l’acqua del luogo e gustata al momento.

Dall’ Osservatorio delle Produzioni del Trentino, si scopre che la farina di mais di Storo viene prodotta nel pieno rispetto dei cicli della natura, senza alcuna forzatura quantitativa. Il mais utilizzato appartiene alla varietà “Marani” e proviene da campi coltivati secondo i criteri dell’agricoltura biologica. Vengono utilizzate delle macine vecchio stile, che permettono la produzione di una farina molto fine, che vede come proprio unico utilizzo la preparazione della polenta.

La semina del mais di Storo viene eseguita manualmente. Esso viene coltivato su piccoli appezzamenti di terreno, solitamente da persone che svolgono anche altre attività lavorative e da piccoli agricoltori consorziati e che si occupano della coltivazione part-time. Si impiegano tecniche tradizionali che seguono i cicli naturali e che rispettano un disciplinare che deve essere seguito alla lettera, sia dai coltivatori che da coloro che si occuperanno della trasformazione del mais in farina, in modo da ottenere un prodotto di elevata qualità.

La sgranatura delle pannocchie viene eseguita in molti casi ancora a mano e per la conservazione dei chicchi è vietato l’impiego di prodotti antitarmici. Fin dagli anni Ottanta è attivo un consorzio di coltivatori che si impegna nella difesa della produzione del mais di Storo, che in passato rappresentava uno degli alimenti di base per la popolazione locale e la cui coltivazione si è purtroppo ridotta nel corso del tempo.

Il consorzio di occupa attualmente di macinare, promuovere e distribuire la farina di polenta di Storo, in modo che essa possa valicare i confini del Trentino. Il mais di Storo è esempio di come i prodotti locali e la biodiversità possano essere difesi grazie all’impegno dei coltivatori e evitando in questo modo che antichi sapori scompaiano. Scoprite anche, in proposito, gli asparagi rosa di Mezzago e i fagioli di Pigna.

 

Marta Albè


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Commenti 6

Ospite - Giuliana Abbati il Lunedì, 16 Settembre 2013 19:02
oleolito di calendula

interessantissima la ricetta, ma vorrei sapere quando si raccolgono i fiori, immagino a tarda primavera quando sono nel loro momento migliore e se quando si fanno seccare devono stare al sole o all'aperto ma all'ombra. Ti ringrazio

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interessantissima la ricetta, ma vorrei sapere quando si raccolgono i fiori, immagino a tarda primavera quando sono nel loro momento migliore e se quando si fanno seccare devono stare al sole o all'aperto ma all'ombra. Ti ringrazio
Spazi Verdi 25 il Martedì, 17 Settembre 2013 09:45
Oleolito di calendula

Ciao Giuliana, io ho raccolto i fiori alla fine di aprile e li ho fatti seccare semplicemente appoggiandoli su un pezzo di carta in cucina. Niente sole né aria aperta quindi, in ogni caso l'importante è che perdano completamente l'acqua che contengono, altrimenti il procedimento per fare l'oleolito credo sia diverso (ad esempio con il tappo aperto, se non sbaglio).
Grazie a te per avermi scritto, a presto!

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Ciao Giuliana, io ho raccolto i fiori alla fine di aprile e li ho fatti seccare semplicemente appoggiandoli su un pezzo di carta in cucina. Niente sole né aria aperta quindi, in ogni caso l'importante è che perdano completamente l'acqua che contengono, altrimenti il procedimento per fare l'oleolito credo sia diverso (ad esempio con il tappo aperto, se non sbaglio). Grazie a te per avermi scritto, a presto!
Ospite - ida il Venerdì, 21 Febbraio 2014 12:53

Ciaoo Eleonora
A me piace tanti fare i oleoliti,olio a casa .Ho fato qualcuni come quela di camomila.di peperoncino.lavanda Ma voglio imparare di piu.Mi piacerebe fare quelo di semi di albiccoca .?? dove ti posso seguire per imparare di piu sui Oleoliti ?? grazie sei stupenda

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Ciaoo Eleonora A me piace tanti fare i oleoliti,olio a casa .Ho fato qualcuni come quela di camomila.di peperoncino.lavanda Ma voglio imparare di piu.Mi piacerebe fare quelo di semi di albiccoca .?? dove ti posso seguire per imparare di piu sui Oleoliti ?? grazie sei stupenda :)
Ospite - Sorrisa Allegra il Venerdì, 21 Febbraio 2014 13:52
sorrisa allegra

Grazie eleonora della tua ricetta
volevo sapere se hai messo ad essiccare tutto il fiore compreso il gambo o quello non serve? grazie
Sorrisa

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Grazie eleonora della tua ricetta volevo sapere se hai messo ad essiccare tutto il fiore compreso il gambo o quello non serve? grazie Sorrisa
Ospite - clotilde il Giovedì, 06 Marzo 2014 09:48

...ciao Giuliana...il tuo blog è un paradiso di natura!!!...vorrei provare a fare l'oleito ma...sono in difficoltà x il sole...ho una casa tra gli alberi e di sole ne prendo poco...basta la luce?...grazie...
...Clotilde

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...ciao Giuliana...il tuo blog è un paradiso di natura!!!...vorrei provare a fare l'oleito ma...sono in difficoltà x il sole...ho una casa tra gli alberi e di sole ne prendo poco...basta la luce?...grazie... ...Clotilde
Ospite - Elena il Venerdì, 17 Aprile 2015 09:23
grazie per la ricetta

Grazie Eleonora per la ricetta che hai pubblicato: semplice e spiegata in modo chiarissimo e preciso. Non resta che mettersi all'opera! Grazie

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Grazie Eleonora per la ricetta che hai pubblicato: semplice e spiegata in modo chiarissimo e preciso. Non resta che mettersi all'opera! Grazie
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