Orti urbani: 5 possibilita' per coltivare un orto in citta'

orto orti urbani

Coltivare un orto pur abitando in città rappresenta una scelta rivoluzionaria ed è importante per almeno cinque motivi. Chi vive in città si ritrova spesso ad essere un “senza terra”, cioè a non possedere né un giardino né un’aiuola in cui dare vita ad un piccolo orto casalingo.

Per fortuna esistono almeno cinque possibilità per chi si trova in una simile situazione e non vuole rinunciare a coltivare da sé ortaggi bio e a chilometri zero. Ecco qui di seguito alcuni esempi, con riferimenti utili per la città di Milano. Simili realtà possono comunque essere individuate in tutta Italia e continuerò a segnalarle su questo blog come è già avvenuto in precedenza.

1) Orto sul balcone

Chi non ha un giardino o un’aiuola da adibire a orto, può decidere di dare vita a un orto sul balcone. Si può iniziare partendo dalle piantine aromatiche, dalla salvia e dal rosmarino, che sono perenni, per poi provare ad acquistare delle piantine di basilico in primavera. Questi sono i primi passi. Dalle piantine si passerà ai semi, (ravanelli, carote, rucola, lattughino) e non ci si fermerà più, anche perché ci si renderà conto che in balcone c’è più spazio di quanto si potesse immaginare, tanto da riuscire a coltivare anche, ad esempio, pomodori, peperoni, fagioli e zucchine.

2) Orto didattico

L’orto può arrivare nelle scuole e trasformarsi in un progetto didattico adatto sia ai bambini che frequentano la scuola materna sia ai ragazzi delle superiori. A Milano è già attivo il progetto MiColtivo, che prevede la realizzazione di orti didattici nelle scuole e di programmi scolastici legati a questa novità. Maggiori informazioni possono essere reperite sul sito web MiColtivo.it.

3) Orto comunale

Un orto comunale nasce per la decisione del Comune di stipulare un contratto di concessione per aree inutilizzate da adibire ad orti urbani. Ciò può avvenire attraverso dei bandi aperti a privati cittadini (in molte città ad esempio ci sono terreni messi a disposizione dai Comuni per i pensionati o per le famiglie), associazioni di volontariato, aziende e enti pubblici o privati. Qualcosa di simile è già in programma presso il Comune di Milano, grazie al progetto ColtivaMi. Maggiori informazioni sul sito web del Comune di Milano.

4) Orto diffuso

Con orto diffuso si può intendere l’insieme degli orti presenti in città, tra orti sul balcone, orti casalinghi e orti condivisi, ma ci si può riferire anche a progetti più particolari, come “Piante Volanti - Abbracciapalo”, che prevede di appendere ai lampioni posizionati lungo le strade della città, o alle cancellate delle case, delle piantine di erbe aromatiche in vasi realizzati con barattoli di recupero, in modo che ogni via abbia a disposizione il proprio prezzemolo o rosmarino praticamente gratis. A Milano queste iniziative sono già all’opera e per scoprire dove si trovano le piantine o quando si svolgerà la prossima azione per rendere la città più verde è sufficiente tenere sotto controllo il blog “Abbracciapalo”.

5) Orto condiviso

Un orto condiviso è uno spazio pubblico con finalità socio-culturali. A differenza dei parchi o dei giardini pubblici, gli orti condivisi sono gestiti dagli stessi cittadini, che si riuniscono in un progetto comune per rendere migliore il loro quartiere. Gli orti condivisi nascono dall’idea di un gruppo di cittadini interessati a riqualificare un’area verde dismessa della zona in cui abitano. L’orto in questo caso non rappresenta soltanto un’occasione per coltivare insieme la terra, ma anche un punto di incontro per organizzare dei corsi o per fare giocare i bambini. E’ necessario dapprima individuare un’area abbandonata, capire chi è il proprietario e presentare un progetto. Maggiori informazioni in proprosito sono reperibili sulla guida “Come fare un orto o un giardino condiviso” curata dal gruppo Zappata Romana.

Leggi qui i motivi per coltivare un orto pur abitando in città.

Marta Albè

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[...] modo migliore per avere a portata di mano degli alimenti genuini e a chilometri zero consiste nel coltivarli da sé, anche in vaso, nel caso non si abbia un giardino da trasformare almeno in parte in un [...]

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