E' nata una nuova nuvola!

Vandana ShivaVandana Shiva, scienziata e ambientalista indiana operativa a livello internazionale, sarà in Italia nel corso delle due settimane (2-16 ottobre 2012) dedicate alla promozione attraverso azioni concrete del “Seed Freedoom Movement”, movimento per la liberazione dei semi e per la protezione della biodiversità agroalimentare mondiale.

Vandana Shiva parteciperà alla presentazione del “Rapporto internazionale sulla sovranità dei semi” e al lancio della campagna “Salviamo i nostri semi” martedì 9 ottobre presso il Palazzo della Provincia di Roma (Via Quattro Novembre 119/A - Ore 10.30) in qualità di presidente di Navdanya, associazione non profit che si impegna per la salvaguardia di semi e specie vegetali coltivabili a rischio di scomparsa sotto la pressione delle multinazionali e della loro tendenza all’uniformazione delle colture.

Pace, armonia, giustizia e serenità sono i concetti collegati alla conservazione dei semi ed alla loro protezione dai brevetti, per conferire ai coltivatori di tutto il mondo la possibilità di proseguire nello scambio e nella coltivazione di varietà locali, antiche e a rischio di scomparsa. Il movimento guidato da Vandana Shiva si batte contro il ricorso a biotecnologie che portano alla creazione di varietà geneticamente modificate (Ogm) al mero fine del profitto di pochi e senza tenere in alcun conto il rispetto per l’ambiente, per la salute e per i piccoli coltivatori.

“Attualmente cinque grandi multinazionali controllano già il 75% dell’approvvigionamento mondiale dei semi” – sottolinea Vandana Shiva nel video-appello per la promozione della campagna di liberazione dei semi – “Possiamo disobbedire in modo creativo, salvando e scambiando semi che non siano stati brevettati dalle multinazionali. Disobbediamo a quel tipo di leggi che vogliono rendere i nostri semi illegali”.

A seguito dell’incontro presso il Palazzo della Regione, che vedrà, tra gli altri,  la partecipazione di Maria Grazia Mammuccini (vice-presidente di Navdanya International) e di Susanna Cenni, parlamentare promotrice della biodiversità agraria e alimentare, Vandana Shiva sarà ospite nel pomeriggio presso la Città dell’Altra Economia (CAE) di Roma. L’intervento di Vandana Shiva, previsto per le ore 17.30, sarà incentrato sul tema della libertà dei semi, di cui  l’ambientalista indiana si occupa attivamente da anni.

La presenza in Italia di Vandana Shiva è parte di una serie di eventi che culmineranno nella Giornata Mondiale della Sovranità Alimentare, prevista per il prossimo 16 ottobre. Essa è stata così denominata dalla società civile italiana (nelle vesti del CISA – Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare) e internazionale (rappresentata dall’IPC – International Planning Committee for Food Sovereignty) che si incontreranno a Roma in questi giorni per i lavori del Comitato Sicurezza Alimentare della FAO.

“Questo Rapporto è stato scritto, attraverso un processo partecipativo composto da oltre 100 persone,  comunità, reti e organizzazioni. Vuole fare il punto sull’erosione della diversità dei semi, sulla loro sovranità e vuole essere un approfondimento sull'emergenza in atto. Combina le storie di coloro che li salvano riproducendoli a coloro che li difendono con altri mezzi.” Sono le parole di Vandana Shiva, che ha coordinato il lavoro insieme all’associazione Navdanya. In Italia il rapporto è promosso da Navdanya International, AIAB e FIRAB con l’adesione di una fitta schiera di associazioni.

La creazione di banche dei semi comunitarie locali, l’opposizione ai brevetti su di essi da parte delle multinazionali e al ricorso sfrenato alle biotecnologie, a pesticidi e diserbanti pericolosi ed agli Ogm, che rischiano di contaminare i terreni coltivati da parte di coloro che si impegnano in una produzione alimentare sana e rispettosa dell’ambiente, sono soltanto alcuni dei punti chiave della dichiarazione che Vandana Shiva invita tutti noi a sottoscrivere in difesa della biodiversità, del Pianeta e di un’agricoltura che si distacchi dalle logiche economiche del mercato mondiale.

 

Marta Albè

 

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