Sensibilita' al glutine e Ogm: al via una settimana di colloqui gratuiti

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AIGO (Associazione Italiana Gastoenterologi e Endoscopisti Digestivi Ospedalieri) e ADI (Associazione Dietetica Italiana) hanno deciso di concedere il proprio patrocinio ad una settimana di colloqui gratuiti sul tema della celiachia e della sensibilità al glutine. Oltre 50 esperti tra gastoenterologi e nutrizionisti saranno disponibili ad effettuare colloqui telefonici gratuiti con coloro che desiderino ricevere chiarimenti riguardo a questi due disturbi generati dal glutine, ma molto diversi tra loro.


I colloqui potranno avere luogo da lunedì 21 maggio a venerdì 25 maggio dalle ore 9.00 alle ore 18.00 previa prenotazione da effettuare compilando il seguente modulo online, Nel periodo sopraindicato sarà comunque possibile provare a contattare i medici per un colloquio, telefonando liberamente e gratuitamente al numero verde 800.198.941. Compilare l’apposito modulo darà comunque la possibilità di scegliere il giorno e l’orario di preferenza in cui essere ricontattati da parte di uno degli esperti aderenti all’iniziativa.

La sensibilità al glutine presenta sintomi simili alla celiachia ed alla allergia al grano, tra i quali sono riconoscibili nausee, mal di testa, dolori addominali ed irritazioni intestinali. Tali sintomi possono presentarsi in assenza delle due patologie sopraindicate e potrebbero segnalare la presenza di una sensibilità individuale al glutine. Al contrario della celiachia, la sensibilità al glutine è transitoria e può scomparire a seguito di un periodo di 1-2 anni trascorso evitando il glutine. Solo un medico potrà indicare la presenza di tale disturbo e prescrivere, nell’eventualità che si riveli necessario, di seguire una dieta priva di glutine.

Al contrario della sensibilità al glutine, la celiachia è una condizione permanente che riguarda il sistema immunitario. Nei pazienti affetti da celiachia l’assunzione di cibi contenenti glutine provoca la progressiva scomparsa dei villi intestinali, a seguito dell’insorgere di una infiammazione cronica. La celiachia può essere asintomatica o segnalata da sintomi simili a quelli della sensibilità al glutine. Seguendo una dieta rigorosamente priva di glutine, l’intestino può tornare alla normalità, permettendo nuovamente un corretto assorbimento dei nutrienti ed arginando la perdita di peso eventualmente avvenuta.Secondo le stime nel nostro Paese i pazienti sensibili al glutine rappresenterebbero il 6%, contro l’1% dei celiaci. Gli affetti da sensibilità al glutine sono prevalentemente adulti i cui sintomi vengono comunemente assimilati a quelli presenti in caso di colon irritabile.

E’ possibile che la crescita degli ultimi decenni a livello mondiale del numero di persone affette da patologie legate ad alimenti contenenti glutine sia dovuta alle passate modificazioni genetiche del frumento? Una correlazione tra OGM, celiachia e sensibilità al glutine è emersa già da tempo, prontamente smentita dai sostenitori delle manipolazioni genetiche in campo alimentare.

Il Professor Luciano Pecchiai, primario patologo emerito dell'Ospedale dei Bambini "Vittore Buzzi" di Milano ed esperto di Alimentazione e Medicina Naturale sostiene come la diffusione della celiachia e dell’intolleranza al glutine sia da ricercare nel frumento moderno. Per millenni le popolazioni hanno consumato frumento senza manifestare intolleranze. Pecchiai parte dalla considerazione di come in passato il frumento (altrimenti chiamato grano) fosse ad alto fusto e di come esso sia stato nanizzato negli scorsi decenni attraverso una modificazione genetica attuata in modo da ridurre la lunghezza del fusto affinché esso non si piegasse facilmente a terra a causa del vento e della pioggia. Il fatto che tale modificazione abbia agito anche sulla gliadina, una frazione proteica contenuta nel frumento, dalla cui digestione si otterrebbe la sostanza responsabile di enteropatia infiammatoria e malassorbimento, rimane tuttora un ipotesi ancora da confermare. Se la differenza della composizione della gliadina tra frumento antico e frumento modificato fosse confermata, le generazioni future potrebbero essere a rischio di sviluppare sempre più intolleranze al frumento e al glutine.

Il solo fatto che lo Stato conceda un sussidio monetario agli affetti da celiachia per l’acquisto di prodotti privi di glutine lascia sospettare la presenza di una “colpa” a livelli più alti e che la comparsa di tale patologia non sia casuale. Nonostante ciò, in Inghilterra studi per procedere a nuove modificazioni genetiche del frumento si trovavano tuttora in corso. Ma la salvaguardia della salute non dovrebbe forse sempre precedere il desiderio di uno sfrenato sviluppo economico?

Marta Albè

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Domenica, 28 Maggio 2017