Una scomoda verita' sulle mele della Val di Non

Il Trentino è una delle zone d’Italia dove i pesticidi vengono maggiormente impiegati in agricoltura, per via della presenza preponderante di colture intensive, con particolare riferimento ai meleti non gestiti secondo i principi dettati dall’agricoltura biologica. Nel 2010 avevano suscitato scalpore e preoccupazione i risultati delle analisi sulla presenza di pesticidi nelle urine degli abitanti della Val di Non. La promozione di un’indagine per chiarire la situazione era avvenuta da parte del Comitato NON-Pesticidi, grazie a cui era stata individuata la presenza di pesticidi e dei loro metaboliti nei fluidi biologici degli abitanti.

Del caso non aveva mancato di interessarsi Legambiente,  che già in precedenza, tramite il rapporto “Pesticidi nel piatto”, aveva evidenziato come in Tentino venissero messe in vendita le mele più contaminate. Dai campioni analizzati era emerso come 9 di essi su 22 fossero fuorilegge, a causa di livelli di residui di pesticidi troppo elevati, con particolare riferimento al fungicida denominato Boscalid. La contaminazione delle mele aveva destato un’ancora maggiore preoccupazione nei confronti dell’ambiente circostante le zone della loro produzione, dato l’evidente e sovrabbondante impiego di sostanze chimiche da parte dei produttori di mele su scala industriale. Il Comitato per il Diritto alla Salute aveva inoltre riscontrato la presenza di residui di pesticidi in giardini privati e abitazioni.

La preoccupazione da parte dei cittadini interessati è rimasta costante negli anni ed ha spinto molti ad aderire al Comitato per il Diritto alla Salute in Val di Non, recentemente accusato della diffusione di falsi allarmismi relativamente ai trattamenti antiparassitari destinati alle più note varietà di mele prodotte nella zona, i cui residui, infiltrandosi nel terreno e rimanendo presenti nell’aria, potrebbero rivelarsi nocivi per la salute. La situazione è stata in seguito monitorata dalla Asl competente, che ha evidenziato come l’impiego di fitofarmaci all’interno delle zone incriminate avvenisse senza alcuna violazione delle norme vigenti.

La questione sembrava dunque risolta, ma uno dei Comuni più colpiti dal fenomeno, il Comune di Malosco, ha deciso di intervenire nei confronti dei melicoltori nonesi stabilendo nel proprio regolamento locale dei nuovi limiti di distanza dalle abitazioni per la nebulizzazione dei pesticidi, oltre al divieto di impiego di alcune sostanze considerate particolarmente tossiche. Lo scorso gennaio, siamo quindi nel 2012, il TAR di Trento ha preso la decisione di respingere il ricorso intrapreso da parte dei melicoltori nei confronti del Comune di Malosco, riguardo allo sgradito regolamento. Esso non riguarda unicamente il divieto di impiego di alcuni fitofarmaci, ma anche l’utilizzo di pali metallici e di reti antigrandine di plastica, la cui presenza non gioverebbe di certo al turismo ed all’unicità della bellezza dei paesaggi delle valli.

Che una simile risoluzione da parte del Tar rappresenti dunque la riprova che le preoccupazioni dei nonesi non fossero così infondate come la stessa Coldiretti aveva sostenuto? Ciò che è certo è che i cittadini più sensibili non si fermeranno di fronte all’avanzamento di quella che viene ormai denominata “monomelindacoltura”, i cui prodotti potrebbero non rappresentare quegli elevati esempi di inattaccabile qualità che le ben note campagne pubblicitarie presentano ai consumatori – ignari, soprattutto se lontani dalle zone di coltivazione in questione – anno dopo anno.

La monocoltura delle mele in Trentino ha portato alla scomparsa progressiva nel corso dei decenni di decine di varietà locali, rappresentative della biodiversità della produzione delle valli alpine e scomparse in nome della standardizzazione delle colture. Fortunatamente, la produzione delle mele della Val di Non, dietro il lato oscuro della medaglia a cui qui viene data luce, nasconde l’impegno di quei coltivatori che da anni si sono attivati per la produzione di mele biologiche e per la salvaguardia di varietà di pomi antichi. Per poter gustare mele del Trentino prive di fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi, è possibile fare riferimento ad aziende biologiche come Biomela o Azienda Petri, per citare solo due esempi di impegno più che decennale in una attività di produzione salutare, sostenibile e pulita.

 

Per approfondire:

 

Legambiente – Pesticidi nel piatto
Ruralpini.it – Comune di Malosco
Ambienteterritorio.coldiretti.it
Dolomititoxictour.noblogs.org

 

Marta Albè

 

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Commenti 11

Ospite - marina il Lunedì, 14 Maggio 2012 04:14

Non mi meraviglio più di tutto ciò che accade,da anni sono certa che quello che mangiamo non sia più salutare.Ma siamo costretti a nutrirsi ugualmente all'oscuro di tutto,il tempo avrà il suo da fare per ritornare come prima,dareci da fare e come con! Con la disonestà che aleggia in tutti i settori che vogliono arricchirsi su noi.Non ho altro da dire solo discustata di tutto ciò..............

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Non mi meraviglio più di tutto ciò che accade,da anni sono certa che quello che mangiamo non sia più salutare.Ma siamo costretti a nutrirsi ugualmente all'oscuro di tutto,il tempo avrà il suo da fare per ritornare come prima,dareci da fare e come con! Con la disonestà che aleggia in tutti i settori che vogliono arricchirsi su noi.Non ho altro da dire solo discustata di tutto ciò..............

[...] la presenza di animaletti o insetti nell’orto è da considerarsi normale, che non sono necessari pesticidi e che la coltivazione dell’orto casalingo può avvenire in maniera completamente [...]

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[...] la presenza di animaletti o insetti nell’orto è da considerarsi normale, che non sono necessari pesticidi e che la coltivazione dell’orto casalingo può avvenire in maniera completamente [...]
Ospite - Caterina Bonetti il Mercoledì, 27 Giugno 2012 15:21

Certamente se un appezzamento è mollto piccolo e attorniato da meleti coltivati con metodo convenzionale, non è facile creare un isolamento: Di norma il rischio viene segnalato dall'Organismo di Controllo per il met. biologico che richiede di creare delle barriere con le siepi o altro. Confermo che vengono fatti prelievi e analisi. Nel nostro caso, abbiamo la fortuna -rarità in Val di Non- di avere tutta l'azienda in un solo appezzamento e un bosco di oltre un ettaro che ci isola. Io però vorrei fossero apprezzati comunque quei coltivatori biologici che non hanno dieci/dodici ettari isolati, ma che anche solo su un ettaro, investono e si impegnano per l'ambiente e la salute di tutti. Garantisco che in Val di Non non è facile promuovere e percorrere strade alternative.
Caterina
Biomela

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Certamente se un appezzamento è mollto piccolo e attorniato da meleti coltivati con metodo convenzionale, non è facile creare un isolamento: Di norma il rischio viene segnalato dall'Organismo di Controllo per il met. biologico che richiede di creare delle barriere con le siepi o altro. Confermo che vengono fatti prelievi e analisi. Nel nostro caso, abbiamo la fortuna -rarità in Val di Non- di avere tutta l'azienda in un solo appezzamento e un bosco di oltre un ettaro che ci isola. Io però vorrei fossero apprezzati comunque quei coltivatori biologici che non hanno dieci/dodici ettari isolati, ma che anche solo su un ettaro, investono e si impegnano per l'ambiente e la salute di tutti. Garantisco che in Val di Non non è facile promuovere e percorrere strade alternative. Caterina Biomela
Ospite - silvia il Giovedì, 10 Maggio 2012 00:15

Interessante! (il paese si chiama Malosco non Molasco)

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Interessante! (il paese si chiama Malosco non Molasco)
Ospite - Ambra il Giovedì, 10 Maggio 2012 10:49

avete scritto che tutta la valle è contaminata, il terreno, l'aria, i giardini privati, quindi anche le coltivazioni biologiche saranno un pochino contaminate

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avete scritto che tutta la valle è contaminata, il terreno, l'aria, i giardini privati, quindi anche le coltivazioni biologiche saranno un pochino contaminate
Ospite - silvia il Giovedì, 10 Maggio 2012 18:44

@ Ambra: Io credo che si rifariscano ad abitazioni e zone private molto vicine (in mezzo!) ai meleti (cosa estremamente comune da queste parti). Io credo che il problema si ponga soprattutto nelle zone confinanti con i meleti (vecchio problema), e non ovunque e comunque. PS: da quanto ne so un prodotto per essere certificato bio è sottoposto ad analisi del prodotto in sè e del terreno.

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@ Ambra: Io credo che si rifariscano ad abitazioni e zone private molto vicine (in mezzo!) ai meleti (cosa estremamente comune da queste parti). Io credo che il problema si ponga soprattutto nelle zone confinanti con i meleti (vecchio problema), e non ovunque e comunque. PS: da quanto ne so un prodotto per essere certificato bio è sottoposto ad analisi del prodotto in sè e del terreno.

[...] bollata di allarmismo da parte di Coldiretti, è riuscita questanno nellimportante risultato di fare modificare il regolamento del comune di Malosco che ha vietato limpiego di alcune [...]

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[...] bollata di allarmismo da parte di Coldiretti, è riuscita questanno nellimportante risultato di fare modificare il regolamento del comune di Malosco che ha vietato limpiego di alcune [...]

[...] bollata di allarmismo da parte di Coldiretti, è riuscita questanno nellimportante risultato di fare modificare il regolamento del comune di Malosco che ha vietato limpiego di alcune [...]

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[...] bollata di allarmismo da parte di Coldiretti, è riuscita questanno nellimportante risultato di fare modificare il regolamento del comune di Malosco che ha vietato limpiego di alcune [...]
Ospite - ant il Martedì, 25 Settembre 2012 17:07

non mi piace il tempismo con cui riproponete questo articolo. è disonesto per i seguenti motivi: siamo durant eil raccolto. in val di Non esistono anche coltivatori bio...che si battono per le loro idee ma che pagheranno questo tipo di informazione più degli altri. perché da maggio sono stati fatti dei passi avanti in riguardo a livello di cooperative e provinciale...insomma avrei preferito un nuovo articolo aggiornato con i cambiamenti

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non mi piace il tempismo con cui riproponete questo articolo. è disonesto per i seguenti motivi: siamo durant eil raccolto. in val di Non esistono anche coltivatori bio...che si battono per le loro idee ma che pagheranno questo tipo di informazione più degli altri. perché da maggio sono stati fatti dei passi avanti in riguardo a livello di cooperative e provinciale...insomma avrei preferito un nuovo articolo aggiornato con i cambiamenti
Ospite - Maria il Lunedì, 22 Dicembre 2014 14:00

io credo che sia giusto sensibilizzare l'opinione pubblica su questi argomenti importatnti quali la salute di tutti e ci vogliono anche politici che ascoltino quanto la gente a da dire e tramutarlo in proposte in sedi consone

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io credo che sia giusto sensibilizzare l'opinione pubblica su questi argomenti importatnti quali la salute di tutti e ci vogliono anche politici che ascoltino quanto la gente a da dire e tramutarlo in proposte in sedi consone
Ospite - Salvatore il Venerdì, 29 Maggio 2015 23:58
MELE

Viva le mele amiche del cancro...

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[b]Viva le mele amiche del cancro...[/b][i][u][/u][/i]
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