Orti urbani: boom in Italia, triplicati dal 2011

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In Italia è boom di orti urbani. Dal 2011 gli orti in città sono triplicati. Per resistere alla crisi, per risparmiare, in nome dell'autoproduzione e per stirngere nuovi legami sociali, soprattutto nel caso degli orti condivisi.

 

All'inizio il ritorno alla terra era stato bollato come una moda, ma si tratta in realtà di una necessità. Immagino i nostri nonni che quando coltivavano l'orto o lavoravano in campagna avevano un surplus del raccolto e lo barattavano per alimenti prodotti da altri, ad esempio dai semplici vicini di casa o di campo.

Fino a qualche anno fa l'idea di coltivare l'orto e di regalare patate e pomodori ai vicini avrebbe fatto sorridere i più. Ora è diventata la norma. E per fortuna. Gli ultimi dati disponibili lo confermano. A Roma, ad esempio, è stato raggiunto un vero e proprio record. Nella capitale vengono coltivati 3,3 milioni di metri quadri di terreno che sono stati destinati alla nascita di orti comunali ad uso domestico e ricreativo.

Secondo Coldiretti, nel 2013 gli orti urbani in Italia sono a dir poco triplicati rispetto al 2011. E probabilmente nel 2014 si è registrata una crescita ulteriore. E' il segno della volontà di un ritorno al cibo vero e sano, coltivato con le nostre mani, senza l'aggiunta di pesticidi e di sostanze inquinanti e potenzialmente pericolose per la salute.

La coltivazione di orti urbani da parte dei cittadini avviene senza scopo di lucro. Gli ortaggi non vengono messi in vendita. Il guadagno reale deriva dal risparmio. E la sovrapproduzione porta alla riscoperta del baratto e del dono gratuito, che erano rimasti sepolti dagli ultimi decenni di consumismo sfrenato.

Oltre a Roma, a distinguersi per l'impegno nella creazione di orti urbani sono le città di Torino, Parma e Bologna. Poi ogni cittadino è libero di coltivare il proprio orto nel giardino di casa, sul balcone, sul terrazzo e ovunque riesca a trovare spazio all'interno della propria abitazione, anche grazie a un semplice germogliatore o a qualche vaso di erbe aromatiche.

Nel dopoguerra, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, nacquero i Vicotry Gardens, così come in Italia presero forma gli orti di guerra. Ora le necessità non riguardano soltanto la sfida alla povertà, ma il desiderio di avere a disposizione cibo più sano. La rivoluzione degli orti urbani è il segno che il nostro stile di vita sta cambiando. Sempre più persone hanno deciso che la loro salute e la loro alimentazione, così come le loro scelte di consumo, non saranno più nelle mani dello strapotere delle multinazionali del cibo.

Marta Albè

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Lunedì, 24 Luglio 2017