Le erbe spontanee nel vigneto biologico

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Cosa differenzia un vigneto biologico da un vigneto convenzionale? L'aspetto principale balza subito all'occhio. Nel vigneto biologico sono presenti erbe spontanee di numerose varietà, che in un vigneto convenzionale vengono eliminate e contrastate mediante l'impiego di diserbanti. Le erbe spontanee sono una vera e propria risorsa per la sopravvivenza del vigneto biologico.

 

Arricchiscono il terreno di sostanze nutritive necessarie per la maturazione dell'uva e ospitano gli insetti utili ad arginare il sopraggiungere di parassiti che potrebbero attaccare le coltivazioni. La presenza di erbe spontanee permette di evitare il ricorso ad insetticidi e pesticidi, ottenendo uva in modo del tutto naturale.

Molte di esse sono erbe spontanee commestibili o impiegate a scopo curativo. Ho raccolto le seguenti informazioni grazie ad un incontro con l'esperta di erbe Emanuela Pillin. Ecco alcune informazioni utili sulle erbe spontanee che possiamo trovare all'interno di un vigneto coltivato in modo naturale. Come insegna l'esperta, le erbe spontanee in cucina non devono essere lessate, ma semplicemente appassite in padella o consumate crude, in modo che non perdano le loro proprietà benefiche. Cliccate sui nomi delle piante spontanee per visualizzare le immagini che vi aiuteranno nel loro riconoscimento.

1) Silene alba

Conosciuta anche come silene bianca o silene ad orecchie di lepre o di coniglio, per via della forma delle sue foglie, la silene spontanea è un erba utilizzata per la cura della bellezza della pelle e per depurare l'organismo. In cucina può essere impiegata per preparare zuppe e risotti, utilizzandone i germogli.

2) Tarassaco

Il tarassaco (Taraxacum officinale) una delle erbe spontanee più note e riconoscibili. Per godere delle sue proprietà, il tarassaco non deve essere bollito, ma semplicemente appassito in padella e preparato, ad esempio, con cipolle e patate. Per uso alimentare deve essere raccolto prima della fioritura. I fiori di tarassaco calmano la tosse, mentre le radici e le foglie hanno proprietà diuretiche e depurative.

3) Piattello

Il piattello (Hypochaeris radicata) è un erba spontanea dalle proprietà toniche e depurative. Può essere utilizzato sia crudo che cotto. Il piattello è presente tutto l'anno, anche durante l'inverno, ed è riconoscibile poiché il suo fiore secco rimane sulla pianta in attesa della fioritura primaverile.

4) Parietaria

La parietaria (Parietaria officinalis), conosciuta anche come erba vetriola, è una pianta spontanea commestibile che cresce nei prati. Deve essere raccolta prima dello sviluppo dei fiori. E' facilmente riconoscibile perché le sue foglie aderiscono agli abiti quando vengono appoggiate e strofinate su di essi. Ha proprietà diuretiche.

5) Crepide

La crepide, o radicchiella selvatica, ha proprietà depurative, rimineralizzanti e antiossidanti. Il momento ideale per la sua raccolta è a seguito di una gelata, circostanza che rende le sue foglie meno amare.

6) Piantaggine

Della piantaggine devono essere raccolte le foglie centrali della rosetta foliare. Le sue foglie possono essere utilizzate sia crude che cotte e tendono a tingere di verde le pietanze con cui entrano in contatto. Ha proprietà astringenti. Secondo la tradizione popolare, la piantaggine allontanava dai bambini gli spiriti maligni.

7) Sonco

Il sonco (Sonchus oleraceus) è molto comune nei prati, negli orti e nelle vigne. Ha proprietà depurative soprattutto nei confronti del fegato e del sangue e risulta ricco di vitamina A e di vitamina C. Può essere cotto in padella ed è un ottimo ingrediente aggiuntivo nella preparazione delle zuppe.

8) Centocchio

Il centocchio (Stellaria media) è considerato una pianta infestante degli orti ed è presente anche nei vigneti. Ha proprietà diuretiche, antinfiammatorie e decongestionanti. E' benefica sia per i reni che per il fegato e può essere consumata sia cotta che cruda.

9) Aglio delle vigne

L'aglio delle vigne (Allium vineale) si trova facilmente nei prati in primavera e viene spesso confuso con l'erba cipollina. Mentre l'erba cipollina è diuretica, l'aglio delle vigne, o aglio selvatico, è un depurativo del sangue.

10) Aglio orsino

L'aglio orsino (Allium ursinum) è immediatamente riconoscibile grazie al suo odore inconfondibile. Oltre che nei vigneti biologici, cresce nei boschi, soprattutto nelle vicinanze dei corsi d'acqua. E' utile in caso di ateroscleresi e ipertensione, per la depurazione del sangue e come vermifugo. E' ottimo per insaporire salse e zuppe.

Marta Albè

 

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Commenti 1

Ospite - Gianluca il Domenica, 11 Agosto 2013 13:49
Vigna bio/convenzionale

Penso sia un post sensato quando descrive le diverse specie spontanee. Ricco di riflessioni molto approssimative su altre cose ad iniziare da una suddivisione troppo netta e radicale tra vigneto biologico e convenzionale. Addirittura la parola biologico ripetuta così tante volte mi mette nausea. Chi la scrive in questo modo non sa NULLA del nostro mondo e dei nostri vigneti. Ti spiego perché: i nostri nonni avevano vigne naturali pur non sapendo significato della parola "biologico" che quindi non osannavano alla stregua di renderla banale. Poi vorrei sapere chi mi spiega la vera differenza tra la gestione del suolo biologico e convenzionale cioè, nessuno usa più diserbanti chimici residuali, nessuno anche perché vendendo all'estero sono rintracciabili. Quindi dire che in un caso ci sono piu specie spontanee e nell'altro meno è discutibile. Un tempo si usava Simazina ed affini, allora si che la vigna sembrava un deserto. Poi se in un vigneto biologico uso rame, che è un metallo pesante che l'essere umano accumula nel corpo, produco un uva sicuramente più bio? Belle domande..

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Penso sia un post sensato quando descrive le diverse specie spontanee. Ricco di riflessioni molto approssimative su altre cose ad iniziare da una suddivisione troppo netta e radicale tra vigneto biologico e convenzionale. Addirittura la parola biologico ripetuta così tante volte mi mette nausea. Chi la scrive in questo modo non sa NULLA del nostro mondo e dei nostri vigneti. Ti spiego perché: i nostri nonni avevano vigne naturali pur non sapendo significato della parola "biologico" che quindi non osannavano alla stregua di renderla banale. Poi vorrei sapere chi mi spiega la vera differenza tra la gestione del suolo biologico e convenzionale cioè, nessuno usa più diserbanti chimici residuali, nessuno anche perché vendendo all'estero sono rintracciabili. Quindi dire che in un caso ci sono piu specie spontanee e nell'altro meno è discutibile. Un tempo si usava Simazina ed affini, allora si che la vigna sembrava un deserto. Poi se in un vigneto biologico uso rame, che è un metallo pesante che l'essere umano accumula nel corpo, produco un uva sicuramente più bio? Belle domande..
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