SOS raccolta differenziata: come si conferisce la plastica?

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Differenziando i rifiuti in casa mi è capitato più volte di essere assalita da un dubbio: cosa si getta e cosa invece non va gettato nel contenitore della plastica? Sperando di dare una mano a persone come me, volenterose ma spesso un po’ confuse, ho deciso di dedicare al tema un breve post, facendo il punto della situazione e linkando, per completezza, il sito del Corepla, il consorzio che organizza e garantisce il recupero della plastica sul territorio italiano.

Siamo circondati da plastica, ma non tutti gli oggetti e strumenti che osserviamo o utilizziamo quotidianamente possono essere avviati al recupero: attualmente, infatti, la raccolta differenziata di questo diffusissimo materiale si limita ai soli imballaggi. Quindi, non devono essere conferiti oggetti quali utensili da cucina, elettrodomestici (o parti di essi), bacinelle, sottovasi, giocattoli, penne, pennarelli, posate e simili.

Gli imballaggi in plastica sono generalmente contrassegnati da una sigla, che sta ad indicare i polimeri da cui sono composti. I più diffusi sono i seguenti: PE (per “polietilene”, sia ad alta che a bassa densità – HDPE e LDPE), PP (per “polipropilene”), PVC (per “cloruro di polivinile”), PET (per “polietilentereftalato”), PS (per “polistirene” o “polistirolo”). Tuttavia, è bene sapere che tutti gli imballaggi in plastica, anche quelli che non recano una di queste sigle, sono conferibili.

Per essere un po’ più chiari, quando parliamo di imballaggi in plastica facciamo riferimento a cose di questo tipo:

  • bottiglie e tappi di acqua e bevande;
  • flaconi di detersivi, detergenti o alimenti;
  • sacchetti per la spesa;
  • spruzzini e dispenser;
  • involucri di patatine, snack, merendine o pasta;
  • pellicole;
  • vasetti di budini e yogurt;
  • piatti e bicchieri;
  • vaschette di gelato, carni, affettati o uova.

Prima di gettarli nell’apposito contenitore, gli imballaggi in plastica devono essere sciacquati e, possibilmente, appiattiti.

Se dispersa nell’ambiente, la plastica può arrecare danni incalcolabili agli ecosistemi, come abbiamo visto in passato occupandoci del Pacific Trash Vortex e di fenomeni analoghi. Se correttamente conferita e riciclata, invece, può vivere una seconda vita e tornare ad essere utile: con la plastica riciclata, infatti, è possibile realizzare componenti per elettrodomestici, scooter o automobili; cassette e trolley per la spesa; vasi, secchi e persino tessuti. Tanti motivi in più per differenziare e per impegnarsi a farlo bene.

L’immagine è tratta dal sito del Corepla – Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica

 

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