Sempre più acqua destinata alla produzione di energia. Uno sguardo al 2035

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Lo abbiamo scritto tante volte (fino alla noia, direte voi…): l’acqua è un bene vitale sempre meno disponibile, minacciato da inquinamento, cambiamenti climatici e – come racconta National Geographic in un articolo molto recente firmato da M. Lavelle e T.K. Grose – persino dalle attuali strategie di approvvigionamento energetico.

La IEA – International Energy Agency ha infatti lanciato un monito: se i diversi Paesi del mondo non apporteranno modifiche sostanziali alle proprie politiche energetiche, nel 2035 la quantità d’acqua destinata alla produzione di energia raddoppierà, con conseguenze drammaticamente immaginabili.

Se non si agirà al più presto, nei prossimi vent’anni il consumo di acqua dovuto alla produzione di energia dovrebbe passare dagli attuali 66 miliardi di metri cubi all’anno a circa 135 miliardi di metri cubi (una quantità pari a quattro volte il volume del più grande bacino idrico degli Stati Uniti, il lago Mead).

A determinare tale incremento vertiginoso nel fabbisogno di acqua è soprattutto la scelta di continuare a puntare sulle centrali elettriche a carbone e di incrementare in modo massiccio l’uso di biocombustibili: due fonti energetiche che da sole giungeranno ad assorbire l’80% dell’acqua utilizzata nella produzione di energia.

Le conseguenze di tale consumo raddoppiato potrebbero essere drammatiche, dato che, stando alle stime delle Nazioni Unite, nel 2025 quasi 2 miliardi di persone avranno difficoltà ad accedere all’acqua e ben due terzi della popolazione mondiale potrebbe dover fronteggiare periodi di crisi e di scarsità di questo bene primario.

L’immagine, che mostra la percentuale di acqua “assorbita” dai diversi tipi di energia oggi e, in previsione, se il trend attuale non verrà modificato, nel 2035, è tratta da National Geographic

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