Natura da tutelare: il Bosco di S. Antonio a Pescocostanzo

Ogni giorno in Italia circa 75 ettari di suolo vengono sottratti alla natura: talvolta nel rispetto della legalità, talvolta – troppo spesso – abusivamente, prati, boschi e superfici agricole lasciano spazio a colate di cemento, che deturpano il paesaggio e determinano un progressivo impoverimento della biodiversità. Il più delle volte, le aree boschive che sopravvivono a questa escalation vengono lasciate a se stesse, senza alcuna forma di cura o di tutela, in uno stato di incuria e di abbandono che favorisce il triste fenomeno estivo dei roghi.

Per questo, è importante segnalare quei luoghi in cui la natura può ancora esprimere tutta la sua bellezza e il suo rigoglioso splendore, in modo che vengano conosciuti e preservati. In particolare, con questo post voglio tornare nella mia regione d’origine, l’Abruzzo, e parlarvi del Bosco di S. Antonio, una riserva protetta situata nel territorio comunale di Pescocostanzo (AQ) e compresa nel Parco Nazionale della Majella, nella quale ho avuto il piacere di fare una bella escursione da ragazzina.

Esempio di una gestione rispettosa della natura, il Bosco di Sant’Antonio presenta paesaggi affascinanti e incontaminati, con i suoi alberi secolari, tra i quali spiccano faggi, cerri e ciliegi, e la sua ricca flora, che comprende anche specie protette, quali la Genziana maggiore e la Stellina odorosa. Nei suoi 550 ettari vivono anche diverse specie animali, tra cui picchi muratori, donnole, sparvieri, poiane e volpi.

La Riserva può essere visitata e apprezzata sia nella bella stagione che nei mesi più freddi: con il suo silenzio e la sua frescura è il luogo ideale per passeggiate e picnic estivi all’aria aperta, mentre nel periodo invernale ospita una suggestiva pista per lo sci di fondo.

Nel 2012 il Bosco di S. Antonio è stato insignito del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, organizzato annualmente dalla Fondazione Benetton e giunto alla XXIII edizione: un riconoscimento al bosco come patrimonio comune, inteso come luogo di natura e di storia, ma anche un invito a continuare a proteggerlo e tutelarlo.

L’immagine è tratta da Parks.it

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