Il gioco, palestra di creatività

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Durante le ferie estive ho approfittato dei momenti di libertà per leggere qualche testo di pedagogia e di puericultura, per farmi un’idea di cosa dovrebbe accadere nei prossimi mesi ed anni, quando la mia bambina si troverà a conoscere il mondo che la circonda e a tessere le sue prime relazioni interpersonali. Le domande sono mille e sono condite dall’ansia di non compiere le scelte “migliori” e di non adottare i comportamenti “giusti”.

Tra le soluzioni che gli esperti propongono più di frequente c’è il gioco: uno strumento che permette al bambino di conoscere, di sperimentare e di esprimersi già dal primo anno di vita, quando non ha ancora a disposizione il linguaggio e non è in grado di muoversi autonomamente e camminare.

Il gioco è ritenuto fondamentale, purché non sia accompagnato da regole troppo rigide e non sia imposto: il bambino ha bisogno di manipolare, di associare e di interpretare in assoluta libertà. Per questo, meglio giochi semplici piuttosto che troppo articolati: lasciar perdere le soluzioni più tecnologiche, complicate e accattivanti (che di solito piacciono più al genitore…), con miriadi di funzioni accessorie, e piena fiducia invece agli oggetti da modellare, da inserire o da impilare e ai cari vecchi colori. Insomma, meglio le costruzioni di una super-macchinina telecomandata…

L’esortazione che ricorre più spesso nei saggi che ho letto è di non offrire ai nostri figli passatempi già belli e pronti, da usare e poi abbandonare quando si saranno stufati (un gioco “usa e getta”, insomma…), ma di lasciare che diano libero sfogo alla loro creatività e che facciano ciò che i più piccoli sanno fare meglio: personalizzare il proprio gioco e renderlo nuovo ed originale ad ogni occasione.

Sembra più facile a dirsi che a farsi, anche perché in commercio si trova di tutto e di più e diventa difficile per un genitore o per chi voglia fare un regalo districarsi nella giungla del marketing rivolto all’infanzia. Tuttavia, per esperienza personale nata dall’osservazione dei comportamenti del mio nipotino, posso dire che i bambini sono incuriositi dalle cose semplici. Intorno ai due anni gli abbiamo regalato delle costruzioni (dei mattoncini in legno di diverse forme e dimensioni, alcuni al naturale, altri laccati con i colori primari): se all’inizio si divertiva a farle cadere a terra per poi spingere gli adulti a riconsegnargliele, dai tre anni ha cominciato a creare delle torri, sfidando gli altri a “chi costruisce quella più alta” (ho scoperto che i bimbi sono molto competitivi!).

Ora che ha quattro anni, sebbene abbia tantissimi giochi belli e pronti, si è costruito un flipper personalizzato: ha preso il piano verde di un vecchio biliardo per bambini, appartenuto a suo padre, lo ha inclinato da un lato usando dei libri come sostegni e per giocare fa rotolare la pallina sulla sua superficie, spingendola dal basso verso l’alto con due costruzioni grandi di forma rettangolare. La regola che ha stabilito è: chi, colpendola con le costruzioni, fa cadere la pallina nella seconda buca a sinistra ha vinto. Semplice ma ingegnoso, no?

“Che c’entra tutta questa tirata sui giochi con il green?”, vi chiederete voi. Ebbene, credo che abituare un bimbo a ideare, progettare e creare piuttosto che a “consumare”, usando e gettando via, sia uno degli insegnamenti più ecologici che gli si possano trasmettere. E voi, cosa ne pensate?

Per precisare e approfondire:

Oltre al gioco, i testi che ho letto raccomandano anche storie e fiabe: ascoltate dalla viva voce dei genitori, però, non viste in TV o DVD! L’ascolto, infatti, sviluppa la creatività, spingendo il bambino ad immaginare situazioni e personaggi.

Se siete interessati a testi di puericultura, vi segnalo due letture diversissime tra loro ma comunque interessanti: La madri non sbagliano mai di Giovanni Bollea (un’opera scientifica scritta con piglio divulgativo, per guidare il genitore alternando “teoria” e “pratica”) e Disciplina con affetto di Wyckoff e Unell (un libretto pragmatico e semplice, che con molta chiarezza presenta gli eventuali problemi e le possibili soluzioni).

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