Arriva l’autunno: è tempo di… swap!

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L’autunno è alle porte e presto dovremo riporre i capi estivi e tirare fuori quelli più pesanti, per un classico “cambio stagione”. E se siete delle fashion victim pentite alla ricerca di redenzione, oppure avete ricevuto in regalo capi di abbigliamento poco azzeccati o, infine, siete dimagrite/ingrassate e avete cambiato taglia, è decisamente il vostro momento. Se infatti il vostro armadio è pieno zeppo di cappotti, maglioncini, camicie, pantaloni, scarpe o gonne semi nuovi, in alcuni casi mai indossati, è arrivato il momento di liberarvene.

O meglio: di scambiarli e riciclarli. Magari organizzando un divertente swap party con le vostre amiche, un’abitudine nata nei paesi anglosassoni che si sta lentamente diffondendo anche in Italia (N.B.:- nel caso vi sembri una “americanata”, potete evitare di parlare di “swap” e usare solo termini come “scambio” e “baratto”: la sostanza e il divertimento rimangono invariate!).

Ognuna delle invitate porterà alla festa gli indumenti che pensa di non indossare più (si stima che circa un quarto dei capi presenti nei nostri armadi sia, di fatto, inutilizzato…) e ciascuna delle partecipanti sceglierà tra questi i propri nuovi abiti, per una collezione autunno-inverno altamente personalizzata.

E se al termine della festa ci saranno ancora vestiti da assegnare, tenete presente che “riciclare” vuol dire anche cambiare, migliorare e aggiornare: ad esempio, con un po’ di fantasia e di abilità manuale, un maglione può diventare una sciarpa o un berretto… Insomma, lo swap o baratto può essere un modo divertente, creativo e a costo zero per sostituire lo shopping.

Al di là dello scambio tra amiche, poi, c’è un’opzione sempre valida: quella di donare i capi di abbigliamento dismessi e accumulati negli armadi, in modo che qualcun altro possa utilizzarli. Molte associazioni e parrocchie si prestano ad offrire questo servizio: basta informarsi su quale sia l’organizzazione più vicina o facile da raggiungere, riporre in una busta i vestiti prescelti e consegnarli agli addetti.

Semplice e indolore, no?

L’immagine è tratta dal sito: happyhourmom.com

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