90 giorni senza plastica: la sfida di un ambientalista americano

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Vivere per 90 giorni senza acquistare o ricevere oggetti in plastica, insomma senza aggiungere altra plastica a quella già presente in casa: ecco la sfida di un ambientalista americano, Greg Bilsland, per sensibilizzare gli internauti sull’impatto negativo e drammaticamente durevole che questo materiale ha sull’ambiente. Una sfida non da poco, se pensate che la plastica si annida in numerosissimi beni di consumo e strumenti di uso comune.

Il progetto – racconta il protagonista di questa avventura green – nasce dalla riflessione sulle conseguenze dell’uso massiccio di plastica ed è stato ispirato da alcuni eventi: la “scoperta” del Pacific Trash Vortex, l’enorme chiazza di spazzatura che galleggia nell’Oceano Pacifico; un recente viaggio alle Galapagos, un paradiso in Terra minacciato proprio dai rifiuti oceanici; la visione di un documentario dell’artista Chris Jordan sugli albatros che popolano le isole del Pacifico, che spesso muoiono soffocati o avvelenati dai detriti di plastica che le correnti depositano sulle spiagge, scambiati per cibo (potete dare un’occhiata alla gallery fotografica presente sul sito: è raccapricciante ma estremamente significativa).

D’altra parte, la plastica è praticamente ovunque: non solo negli elettrodomestici, nelle confezioni degli alimenti o nei packaging di diversi tipi di merci che usiamo quotidianamente (basta entrare nel bagno di casa o in cucina per ritrovarsi di fronte miriadi di bottiglie, tubetti e contenitori…) ma anche in oggetti “insospettabili”.

Dal 20 ottobre 2012 al 17 gennaio 2013, Bilsland (che tra l’altro ha lavorato come editor e creativo nel campo dei giochi di ruolo) racconterà sul suo blog – Pledge Off Plastic – la sua lotta quotidiana per evitare la plastica e trovare soluzioni alternative. Che ne dite? Riuscirà a mantenere i buoni propositi di partenza?

Restando sul tema di una “vita senza plastica”, qualche tempo fa avevo letto la bella storia di una famiglia austriaca (madre, padre e tre figli in età scolare) che è riuscita a fare proprio ciò che Bilsland propone: da ben tre anni, seguendo gli stessi principi del progetto Pledge Off Plastic, ha abbattuto (anche se non azzerato) l’uso e il consumo di plastica in casa, trovando, ogni volta in cui è stato possibile, delle soluzioni alternative.

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