Mars One: la colonizzazione del Pianeta Rosso potrebbe diventare un reality show

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2023: il primo uomo, o meglio, i primi quattro esseri umani, sbarcano su Marte. No, non si tratta di un film di fantascienza, ma del progetto di una no-profit olandese, Mars One, che dallo scorso aprile accetta candidature spontanee per individuare 40 aspiranti astronauti che dal 2023 potrebbero sbarcare, a piccoli gruppi e ad intervalli di tempo regolari, sul Pianeta Rosso, per instaurarvi la prima colonia umana.

Le selezioni, che si stanno svolgendo online (ecco il link, per chi volesse tentare la sorte) e che si chiuderanno il prossimo 31 agosto, sono rivolte a persone adulte, fisicamente e psicologicamente sane, di qualsiasi nazionalità, non necessariamente esperte di astrofisica, dotate di senso pratico e capacità di risolvere i problemi e, soprattutto, desiderose di passare alla storia come i primi colonizzatori di Marte. Anche se è chiaro che il viaggio è - almeno per il momento - di sola andata.

Pare che all'appello abbiano già risposto oltre 10.000 persone...

Bas Lansdorp, il 34enne CEO di Mars One, ideatore del progetto, sostiene che la tecnologia per portare esseri umani su Marte e installare un presidio vivibile sul Pianeta Rosso è già stata realizzata: bisogna solo acquistarla e assemblarla, con un investimento di circa 6 miliardi di dollari (circa 4,8 miliardi di euro), da reperire attraverso le donazioni ma, soprattutto, attraverso la trasformazione di ogni fase del processo - dalla selezione dei candidati, al loro addestramento, al viaggio su Marte e alla vita "da marziani" -, in un reality show. Una sorta di Grande Fratello spaziale, insomma, per attirare anche sponsor e investitori...

La roadmap tracciata da Lansdorp e dai suoi collaboratori prevede un primo invio di materiali (pannelli fotovoltaici, infrastrutture e vettovagliamenti vari) già nel 2016, in una capsula Dragon della SpaceX, per iniziare a costruire il presidio. Seguiranno altri lanci a cadenza regolare, fino al settembre 2022, quando a partire dovrebbero essere i primi 4 astronauti. Se la missione inaugurale dovesse andare a buon fine, i primi coloni - che sbarcherebbero su Marte nei primi mesi del 2023 - sarebbero seguiti ogni due anni da altri 4 astronauti, per un totale di 20 esseri umani in circa 10 anni.

Questo il progetto sulla carta. La domanda che "sorge spontanea" è: è davvero realizzabile o è solo un sogno intergalattico (o, peggio, un modo per farsi pubblicità a spese di qualche sognatore)?

Le criticità maggiori riguardano proprio il viaggio: ammesso che sia possibile compierlo in soli 5-7 mesi, utilizzando una tecnologia più efficace di quelle impiegate fino ad ora, non si può dimenticare che per tutta la durata del percorso spaziale la navicella sarebbe a rischio di incontri "poco amichevoli" con asteroidi e che gli astronauti sarebbero continuamente esposti a radiazioni.

Un altro problema non trascurabile riguarda la vita in assenza di forza di gravità: non è chiaro infatti quali potrebbero essere i suoi effetti sull'organismo umano, anche se è verosimile pensare che ne risulterebbe molto indebolito.

E poi resta la prospettiva di un viaggio di sola andata, con tutte le sue implicazioni psicologiche ed etiche: organizzare un ritorno da Marte, infatti, renderebbe necessaria una tecnologia troppo costosa da esportare fino al Pianeta Rosso.

Insomma, siamo proprio sicuri che il 2023 non sia una scadenza un po' troppo vicina?

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