Non solo le api: un report evidenzia gli effetti nocivi dei pesticidi su uccelli e microrganismi acquatici

uccelli birds

Da tempo si collega la moria di api in Nord America ed Europa con l'utilizzo di pesticidi neonicotinoidi, tanto che l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha invitato (senza successo, per ora...) gli Stati membri della UE ad approvare un provvedimento per bloccarne almeno temporaneamente l'uso, mentre in alcuni Paesi (tra cui l'Italia) si è già giunti alla loro sospensione. Queste sostanze controverse tornano oggi alla ribalta grazie ad uno studio della American Bird Conservancy, che le accusa di minacciare la sopravvivenza di uccelli e invertebrati acquatici e di alterare irrimediabilmente gli ecosistemi.

I neonicotinoidi, introdotti su vasta scala nel mercato dei pesticidi a partire dal 1990, in sostituzione del famigerato DDT, sono da tempo sotto osservazione, in particolare per la persistenza nell'ambiente e per la capacità di disperdersi e infiltrarsi nelle falde acquifere, accumulandosi negli organismi viventi e determinando in essi delle alterazioni irreversibili.

Per questo, la American Bird Conservancy ha commissionato al tossicologo ambientale Pierre Mineau una ricerca riguardo all'impatto sugli uccelli dei pesticidi maggiormente utilizzati negli Stati Uniti. I risultati sono contenuti in un report di un centinaio di pagine,The Impact of the Nation's Most Widely Used Insecticides on Birds, in cui sono analizzati circa 200 studi condotti sui neonicotinoidi, compresi quelli effettuati a livello industriale.

Il report valuta i rischi che tali sostanze comportano per uccelli ed ecosistemi acquatici e ne sostiene l'estrema pericolosità: un singolo chicco di mais ricoperto di neonicotinoidi può uccidere un uccello canterino, come ad esempio un canarino, mentre un minuscolo granello di colza, se trattato con il più vecchio tra i neonicotinoidi in uso, l'imidacloprid, può avvelenare in modo letale un volatile.

"È chiaro che queste sostanze chimiche hanno il potere di alterare l'intera catena alimentare" - ha dichiarato Cynthia Palmer, coautrice del report e Pesticides Program Manager dell'American Bird Conservancy. La loro pericolosità, continuano Palmer e Mineau, è stata chiaramente sottostimata dall'EPA (US Environmental Protection Agency) e dalle altre agenzie ed enti regolatori in giro per il mondo.

All'allarme lanciato dall'American Bird Conservancy ha risposto la Bayer, tra i maggiori produttori di neonicotinoidi al mondo, sostenendo che le critiche non sono supportate da prove e argomentazioni solide. "Questo report si basa su calcoli teorici e su stime che differiscono dalle metodologie di valutazione dei rischi comunemente utilizzate e non prende in considerazione dei dati rilevanti che sono in contraddizione con le sue conclusioni" recita un comunicato stampa diffuso dall'azienda.

Comunque sia, il dibattito sui neonicotinoidi continua: Greenpeace si appresta a lanciare una campagna per salvare le api e nei prossimi mesi è già prevista la pubblicazione di nuove ricerche, mentre EPA e UE saranno chiamate a decidere per la sospensione o per il mantenimento dello status quo.

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Lunedì, 20 Novembre 2017