Verde da votare: esempi di greenwashing in politica

Molte aziende sono convinte che utilizzare un packaging color “carta riciclata” (è tutto da dimostrare, poi, che si tratti davvero di carta riciclata…), magari condito con qualche graziosa fogliolina verde, e abusare di un lessico "ecologicamente connotato" siano fondamentali per convincere il consumatore della propria attenzione all'ambiente, al di là delle caratteristiche reali dei prodotti che producono e commercializzano. Fanno, cioè, greenwashing.

Lo stesso accade in politica: molti candidati o eletti pensano che parole, aggettivi e prefissi contino più dei fatti e che le etichette siano più importanti della sostanza. Per questo, troppo spesso si fa un vero e proprio abuso di "eco", "bio", "protocollo di Kyoto", "zero emissioni" e simili, spacciando per ecologiche delle politiche che nulla o quasi hanno a che vedere con la difesa dell'ambiente.

Un caso emblematico è stato, dall'altra parte dell'Atlantico, il cosiddetto Clear Skies Act (letteralmente “Atto cieli limpidi”) promosso nel 2003 dall'amministrazione Bush per contenere l'inquinamento dell’aria. Quale cittadino ed elettore, in fondo, non desidererebbe “cieli limpidi”? Nonostante il nome poetico ed evocativo, l’iniziativa presentava alcune ombre evidenti: partendo dal presupposto che una robusta crescita economica fosse la base per poter creare quella ricchezza necessaria ad investire in tecnologie pulite, l’Atto diminuiva i controlli sulle emissioni industriali e innalzava i tetti previsti per la dispersione nell'ambiente di alcune sostanze. Un risultato non così limpido, dopotutto.

Allo stesso modo, come accennavo qualche giorno fa commentando il discorso di Barack Obama alla Convention democratica di Charlotte, la proposta del Presidente ricandidato di puntare sul “carbone pulito” (clean coal) e sui biocombustibili non è esattamente green come l’aggettivo “pulito” o il prefisso “bio” farebbero supporre. Cerchiamo di capire, brevemente, di cosa si tratta.

Il cosiddetto "carbone pulito", che sembra andare di moda negli Stati Uniti, tanto da mettere d’accordo sia Democratici che Repubblicani, è un insieme di tecnologie volte a rendere più efficiente e meno inquinante la produzione di energia dal carbone. L’obiettivo dichiarato è di creare centrali a carbone ad emissioni zero, ma i risultati fin qui ottenuti non sono stati all'altezza delle aspettative. In particolare, non si sono ancora prefigurate soluzioni a basso impatto ambientale e a basso costo per lo smaltimento dell’anidride carbonica prodotta in grande quantità da processo di combustione. Insomma, quella che viene presentata come una valida proposta green è in realtà solo un’ipotesi molto remota, che di ecologico non ha ancora nulla.

Anche i biocombustibili sono una soluzione controversa. Certo, la loro derivazione da colture agricole (come grano, mais o bietola) li rende molto meno inquinanti dei combustibili fossili. Tuttavia, bisogna tenere presente che, per produrli, si sottrae terreno all'agricoltura destinata all'alimentazione, un problema non da poco in un mondo che conta più di 7 miliardi di individui (che diventeranno circa 9 miliardi nel 2050, stando alle stime), con intere aree in cui cibo e acqua scarseggiano. Inoltre, il rapporto tra l’energia impiegata nella produzione dei biocombustibili e quella effettivamente utilizzabile come prodotto finale del processo è, in molti casi, sfavorevole.

Insomma, nel suo discorso Obama fa del greenwashing, così come molti altri politici, di ogni nazionalità, italiani compresi (anche se i nostri si distinguono di solito per voler "salvare capra e cavoli", del tipo: “sì, serve una nuova discarica”, “ma no, gli abitanti possono stare tranquilli, non la faremo lì”, “no, neppure lì”, “e no, figuriamoci, neppure là”…).

D’altra parte, dato che la politica è fatta di equilibrismi e, nella migliore delle ipotesi, di “eufemismi”, sappiate che nessun politico verrà mai a dirvi che è pronto ad attuare politiche che nuoceranno alla vostra salute e a quella dei vostri cari o che distruggeranno l’ambiente intorno a voi. Quindi, l'unica forma di difesa per i cittadini ed elettori è tenere gli occhi ben aperti e le orecchie spalancate.

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[...] un altro momento, dato che si tratta di soluzioni e tecnologie abbastanza controverse: il rischio greenwashing politico è dietro l’angolo…). In sostanza, Obama vuole sottolineare i risultati fin qui ottenuti dalla [...]

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[...] un altro momento, dato che si tratta di soluzioni e tecnologie abbastanza controverse: il rischio greenwashing politico è dietro l’angolo…). In sostanza, Obama vuole sottolineare i risultati fin qui ottenuti dalla [...]
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