Energia e cambiamenti climatici nella corsa alla Casa Bianca. Il discorso di Obama a Charlotte

Nel discorso con cui Barack Obama ha formalmente accettato la candidatura alle presidenziali del prossimo 6 novembre, tenuto la scorsa settimana alla Convention democratica di Charlotte, in North Carolina, hanno fatto capolino anche le tematiche ambientali. In particolare, il Presidente ricandidato ha parlato di approvvigionamento energetico e di cambiamenti climatici: vediamo cosa ha detto e cerchiamo, nel nostro piccolo, di capire il peso che questi temi avranno (o non avranno) nelle prossime elezioni presidenziali.


Riguardo all’approvvigionamento energetico, l’obiettivo che Obama afferma di porsi è di rendere gli Stati Uniti il più possibile autonomi, continuando a limitare l’importazione di petrolio straniero, a creare in patria nuovi posti di lavoro nel settore dell'energia e a favorire fonti energetiche alternative, dall’eolico al gas naturale, passando per il cosiddetto “carbone pulito” e per i biocarburanti (su argomenti come questi ultimi sarebbe necessario aprire una lunga parentesi, che rimando ad un altro momento, dato che si tratta di soluzioni e tecnologie abbastanza controverse: il rischio greenwashing politico è dietro l’angolo…). In sostanza, Obama vuole sottolineare i risultati fin qui ottenuti dalla sua amministrazione e dire ai simpatizzanti, ai suoi sostenitori e agli indecisi che si può fare di più e meglio continuando su questa strada, e cioè rinnovandogli il mandato.

L’accenno alle compagnie petrolifere (“unlike my opponent, I will not let oil companies write this country’s energy plan, or endanger our coastlines”) ha invece una valenza polemica: Obama accusa i Repubblicani di essere sostenuti da determinate lobby e di favorirle e richiama alla memoria di chi lo ascolta il recente disastro della Deepwater Horizon, affondata nelle acque del Golfo del Messico, di fronte alle coste della Louisiana, nell'aprile 2010. L'incidente ha causato la morte di alcuni membri dell’equipaggio e ha determinato un’enorme fuoriuscita di petrolio, arrecando danni incalcolabili agli ecosistemi locali.

Per quanto invece riguarda i cambiamenti climatici, siamo di fronte al tema più dibattuto e controverso, politicamente parlando. Obama è categorico nel dire non si tratta di una bufala, così come non sono uno scherzo siccità, alluvioni e incendi: al contrario, il riscaldamento globale rappresenta una minaccia per il futuro dei nostri figli e bisogna attuare politiche mirate per ridurre l’inquinamento da carbone, che ne è la causa principale (“my plan will continue to reduce the carbon pollution that is heating our planet: because climate change is not a hoax. More droughts and floods and wildfires are not a joke. They’re a threat to our children’s future”).

La polemica nei confronti dei Repubblicani è evidente, dato che molti membri del GOP (tradizionalmente “Grand Old Party”, ribattezzato dagli oppositori “Gas, Oil, Petroleum” proprio per la politica energetica a base di combustibili fossili che sostiene) negano l’esistenza del problema (definendolo, appunto, “a hoax”, un imbroglio, una bufala) o, come il candidato alla presidenza Mitt Romney, esponente dell'ala più moderata del partito, operano tutta una serie di distinguo, sostenendo che non è chiaro se i cambiamenti climatici dipendano effettivamente dalle attività umane.

Per le frange più estremiste del GOP, i cambiamenti climatici sarebbero nientemeno che una “cospirazione dei liberali” e le argomentazioni scientifiche fornite a loro sostegno “spazzatura”. Durante la campagna per la nomination repubblicana, uno degli sfidanti di Mitt Romney, l’integralista religioso Rick Santorum, aveva sostenuto, richiamandosi nientemeno che alla Bibbia: 1) che Dio ha dato la Terra all’uomo perché ne traesse beneficio, non per beneficiare la Terra; 2) che il riscaldamento globale non è provato scientificamente e 3) che si tratta di un’invenzione di coloro che vogliono dare più potere al governo (“When you have a worldview that elevates the Earth above man and says that we can’t take those resources because we’re going to harm the Earth; by things that frankly are just not scientifically proven, for example, the politicization of the whole global warming debate: this is all an attempt to centralize power and to give more power to the government”, da una dichiarazione rilasciata alla rete CBS nello scorso febbraio, all’interno del programma Face the Nation. Se il tema vi solletica, basta googlare "Rick Santorum" e "climate change" per trovarsi davanti un intero repertorio di citazioni indimenticabili).

E l’opinione pubblica americana? Qual è la posizione degli elettori? Spulciando un po’ in rete ho trovato alcuni articoli e alcuni dati interessanti. In particolare, secondo uno studio recente (2012) condotto dalla Drexel University, dalla McGill University e dalla Ohio State University e pubblicato sulla rivista Climatic Change (Shifting Public Opinion on Climate Change: An Empirical Assessment of Factors Influencing Concern over Climate Change in the U.S., 2002–2010), l’opinione pubblica americana è fortemente polarizzata, per cui elettori e simpatizzanti del Partito Democratico sono sensibili al tema dei cambiamenti climatici, mentre elettori e simpatizzanti del Partito Repubblicano lo considerano un’invenzione o, nella migliore delle ipotesi, non ritengono che si tratti di un tema cruciale.

In un articolo del 2006, pubblicato sempre su Climatic Change e dal titolo Public Views on Climate Change: European and USA Perspectives, si sostiene che, per la maggior parte degli Statunitensi, i cambiamenti climatici non rappresentano una minaccia a livello personale (fanno molta più paura cancro e incidenti, per dire) e che i benefici derivanti da un determinato stile di vita hanno maggior peso nelle scelte quotidiane delle sue possibili conseguenze negative (come uragani, siccità, inondazioni ecc.). Insomma, i rischi di una quotidianità ad alto dispendio di energia sono percepiti come lontani e inverosimili, i benefici come immensi e immediati.

Per rispondere alla domanda che ponevo all’inizio, direi quindi che le tematiche ambientali non saranno determinanti nell’elezione del prossimo inquilino della Casa Bianca, dato che gli elettori sono già ideologicamente schierati. Vedremo il prossimo 6 novembre chi, tra Obama e Romney, la spunterà...

Per approfondire

Il testo integrale del discorso di Barack Obama, in inglese e nella traduzione italiana pubblicata da Europa.

L'immagine è tratta dal sito: www.newstimes.com

Vota:
Curiosity infestera' l'acqua di Marte con i microb...
Al via il Festival della Biodiversita' 2012
 

Commenti 2

[...] solo agli Stati Uniti, dove tale polarizzazione è estrema (lo abbiamo visto parlando dell’attuale campagna elettorale per la presidenza) ed è in parte condizionata dal fatto che, tra i primi a denunciare la gravità dei cambiamenti [...]

0
[...] solo agli Stati Uniti, dove tale polarizzazione è estrema (lo abbiamo visto parlando dell’attuale campagna elettorale per la presidenza) ed è in parte condizionata dal fatto che, tra i primi a denunciare la gravità dei cambiamenti [...]

[...] stesso modo, come accennavo qualche giorno fa commentando il discorso di Barack Obama alla Convention democratica di Charlotte, la proposta del Presidente ricandidato di puntare sul “carbone pulito” (clean coal) e sui [...]

0
[...] stesso modo, come accennavo qualche giorno fa commentando il discorso di Barack Obama alla Convention democratica di Charlotte, la proposta del Presidente ricandidato di puntare sul “carbone pulito” (clean coal) e sui [...]
Già registrato? Login qui
Ospite
Venerdì, 21 Luglio 2017