Vegetariani VS onnivori: chi vive più a lungo?

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Rieccoci alla solita diatriba. Vegetariani/vegani contro onnivori: chi sta meglio? Chi vive di più? Uno studio dell’università di Oxford sostiene che entrambi hanno la stessa aspettativa di vita. Sì, a patto però che si consumi carne in maniera moderata!

La ricerca ha incrociato i dati provenienti da 2 studi prospettici che includevano 60.310 residenti nel Regno Unito, di cui 18.431 regolari consumatori di carne (ovvero che mangiavano questo alimento in media più di 5 volte a settimana), 13.039 persone che la mangiavano meno frequentemente, 8516 persone che consumano pesce ma non carne e 20.324 vegetariani (tra cui 2228).

Nella premessa allo studio si legge. “Per vegetariani ed altri non-consumatori di carne sono stati osservati tassi di incidenza inferiore di alcune malattie croniche rispetto a chi mangia carne, ma non è chiaro se ciò si traduca in una mortalità ridotta” un dato interessante su cui gli stessi autori ritengono sia necessario fare maggiore chiarezza con ulteriori ricerche.

In particolare si è notato che vegetariani e vegani, rispetto a chi consumava carne 5 o più volte alla settimana, vedevano dimezzata la mortalità per cancro al pancreas e tumori del sistema linfopoietico. Anche chi consumava carne con moderazione però aveva un rischio minore di morire per patologie come cancro pancreatico e malattie respiratorie stimato intorno al 30-45% rispetto al gruppo dei “carnivori”.

Per quanto riguarda tutti gli altri tumori, vegetariani e vegani avevano un rischio minore di mortalità del 10% rispetto agli altri gruppi.

Secondo Oxford, dunque, chi mangia carne con moderazione può stare tranquillo. E questa convinzione, unita ad una maggiore attenzione per l’ambiente, negli ultimi anni ha portato alla nascita di diverse correnti di pensiero che, pur non eliminando del tutto dalla propria dieta la carne, si sono proposte di ridurne il consumo non solo per la salute ma anche per l’impatto ambientale che comporta la sua produzione.

C’è chi propone un’alimentazione composta per il 70% da cibi di origine vegetale e dal 30% di cibi di origine animale come nella dieta semi-vegetariana e chi, come i Reducetariani, propone di mangiare meno carne ma di qualità.

I dati di questa ricerca di Oxford non sono dunque concordi con un’altra ampia ricerca fatta qualche anno fa riprendendo studi della Loma Linda University, in California e che, al contrario, aveva notato come i vegetariani vivano più a lungo e le loro condizioni di salute sia in generale migliori rispetto a coloro che consumano carne e pesce. Potete leggere i risultati QUI.

Francesca Biagioli

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