Olio di palma: la classifica delle aziende più virtuose

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Come ormai sappiamo l’olio di palma si trova spesso in numerosi prodotti di uso comune: biscotti, fette biscottate, altri prodotti da forno, ecc. alcune volte nascosto dalla dicitura “olio vegetale”. Non ne sono esenti neppure i prodotti biologici anche se (anche questo ormai è risaputo) è un alimento tutt’altro che benefico per la nostra salute oltre che per l’ambiente.

La sensibilizzazione a livello mondiale sui danni che provoca la produzione di olio di palma ha avuto come risultato il fatto che alcuni produttori si impegnassero un po’ di più a ridurre l’impatto ambientale di questo prodotto. C’è però ancora molto da fare, lo sa bene il Wwf che ha fatto il punto della situazione, stilando una classifica delle più importanti aziende mondiali di settore che producono o utilizzano olio di palma.

Il rapporto Wwf dal titolo Palm Oil Buyers Scorecard Report 2013 è stato presentato pochi giorni fa a Medan, in Indonesia, in occasione della conferenza annuale della Roundtable on Sustainable Palm Oil (Rspo). Ad essere analizzate sono state 130 aziende di produttori o rivenditori di prodotti che contengono olio di palma, inserite nella classifica a seconda che le loro modalità di produzione siano più o meno sostenibili, considerando le diverse fasi di lavorazione, compreso l’utilizzo di prodotti chimici pericolosi e le emissioni di gas serra.

Curiosi di sapere quali sono state le più virtuose? Si tratta di Ecover, Ferrero, Ikea, REwe, Unilever e United Biscuits. Ancora molto indietro invece tante altre aziende che non si sono neppure avvicinate al traguardo dei “produttori responsabili” di olio di palma. Per quanto riguarda gli acquirenti, “la maggior parte di essi ancora non acquista olio di palma certificato Rspo, anche se è già disponibile sul mercato”.

Per la prima volta abbiamo una scheda di valutazione globale di quanto gli acquirenti di olio di palma stanno facendo per ridurre i loro impatti – ha dichiarato Adam Harrison, responsabile Palm Oil del Wwf internazionale – Ma sebbene ci siano progressi da parte di molte aziende, è ancora vero che la domanda di olio di palma certificato è in ritardo significativo rispetto alla fornitura, nell’ottica di raggiungere l’obiettivo del 100% di approvvigionamento di olio di palma sostenibile entro il 2015”.

Raggiungendo l’obiettivo nel 2015, a detta del Wwf, si eviterebbero “impatti ambientali devastanti su alcuni dei più delicati habitat tropicali del pianeta”.

Ma possiamo fidarci di questa classifica basata su un sistema di certificazione a base volontaria che ha dimostrato di far acqua da tutte le parti? Nel dubbio meglio continuare ad evitare prodotti e snack industriali che lo contengono. Le alternative esistono.

LEGGI anche: RSPO: la certificazione (non) sostenibile per l’olio di palma

Francesca Biagioli

Leggi anche:

Olio di palma: perché e’ dannoso per la salute e per l’ambiente

L’olio di palma fa male alla salute. Il CSS del Belgio ne sconsiglia il consumo

Stop all’olio di palma: due bambini lanciano la petizione contro Starbucks (VIDEO)

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Tua fibra energia

Luce, gas e fibra tutto incluso e a prezzo fisso ogni mese, la nuova frontiera della bolletta unica

ABenergie

Gas Green: quando il tuo gas compensa la C02 piantando alberi in Italia e nel mondo

ABenergie

Cosa fai dentro casa per risparmiare energia?

TryThis

L’app che ti fa divertire sfidando i tuoi amici anche durante il lockdown

Schär

Sei celiaco? Da Schär un test di prima autovalutazione dei sintomi da fare in pochi click

ABenergie

Quando la tua tariffa di luce e gas ti fa risparmiare e pianta gli alberi

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook