Artemisinina: dall’antica pianta cinese da Nobel il rimedio contro la malaria

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Assegnato il Premio Nobel 2015 per la Medicina e la Fisiologia che quest’anno ha visto un pari merito tra Youyou Tu e la coppia di ricercatori William C. Campbell e Satoshi Omura. I tre scienziati sono riusciti ad arrivare ad un punto di svolta nella lotta a gravi malattie dovute a parassiti come la malaria, la cecità fluviale e la filariasi linfatica.

Il grande merito della cinese Youyou Tu (oggi 84enne) è stato quello di aver scoperto e applicato alla cura della malaria l‘artemisinina, un principio attivo estratto dall’Artemisia Annua, pianta già nota nella medicina tradizionale cinese. Attualmente questo rimedio è il più utilizzato al mondo per curare la malaria ed effettivamente ha dimostrato di essere molto efficace riducendo i casi di morte, soprattutto nei bambini per cui si parla di un -30%.

Nelle motivazioni del premio si legge: “Le scoperte hanno dato all’umanità la possibilità di combattere queste malattie debilitanti che colpiscono centinaia di milioni di persone ogni anno. Sono incommensurabili le conseguenze in termini di miglioramento della salute delle persone e della riduzione delle loro sofferenze”.

Un Nobel che ha voluto premiare dunque la ricerca medica utile alle popolazioni del sud del mondo ancora oggi gravemente colpite dalle conseguenze di queste malattie.

L’artemisinina agisce uccidendo i parassiti che causano questa malattia in uno stadio di sviluppo iniziale e molto velocemente, ed è per questo che si mostra particolarmente efficace nel trattamento antimalarico. Youyou Tu ha lavorato per lunghi decenni prima di arrivare a questo risultato, solo nel 1972 capì infatti che ciò che i testi tradizionali antichi di medicina cinese consigliavano, ovvero di bollire l’erba, era errato e pericoloso. Mise appunto allora un nuovo modo per estrarla realizzando l’Artemisinina o Qinghaosu, ovvero l’attuale farmaco antimalaria.

L’irlandese Campell e il giapponese Omura hanno invece sviluppato una terapia davvero rivoluzionaria ideando l’ivermectina, un farmaco contro la cecità fluviale (malattia che porta ad un’infiammazione della cornea che causa perdita della vista) e la filariasi linfatica (gonfiore cronico che porta alla comparsa dell’elefantiasi). Lo stesso farmaco si è mostrato però utile anche contro parassiti che causano altre patologie.

Francesca Biagioli

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